Duecentomila umbri costretti ad abbassare i consumi

Secondo uno studio della Cgia di Mestre la regione è a medio-alto rischio povertà energetica. Partite Iva e commercianti le categorie più colpite

Abitazioni in cattivo stato di conservazione, famiglie numerose, con capofamiglia giovane e spesso senza lavoro.
E' l'identikit del nucleo familiare-tipo che si troverà a rischio povertà energetica. Ovvero non riesce a utilizzare con regolarità gli impianti di riscaldamento e raffreddamento o gli elettrodomestici ad elevato consumo di corrente. Un nuovo modo di esseri poveri, insomma, legato al caro bollette. 
Nella mappatura effettuata dalla Cgia di Mestre, l'Umbria è inserita nel gruppo di regioni in cui il rischio di povertà energetica è medio-alto. Secondo le stime tra le 53mila e le 91mila famiglie umbre potrebbero diventare povere, nella particolare accezione legata al riscaldamento e alla corrente. Per un totale di persone che oscilla tra le 121mila e le 208mila.
Le categorie professionali più a rischio sono i commercianti, i piccoli artigiani e le partite Iva perché in questi mesi stanno sopportando due volte gli straordinari aumenti delle bollette. Prima come utenti domestici e poi come piccoli imprenditori per riscaldare-raffrescare-illuminare negozi, botteghe e studi professionali.