Comunque bella

Una mostra itinerante che ritrae sei donne affette dall'alopecia. Il senso della bellezza diventa così l'accettazione di sé

Spogliarsi di canoni e modelli a cui siamo abituati, non per crearne di nuovi, ma per allenarsi a ridisegnare il concetto di bellezza come una condizione di benessere e accettazione di sé. Partendo dal combattere tabù come quello che ancora oggi ci suggerisce di non considerare pienamente donna chi è senza capelli. L'adolescenza, l'assenza di strumenti per capire cosa stia accadendo e per spiegarlo agli altri. Virginia si chiude, poi inizia un percorso che, anche con l'aiuto della psicoterapia, la porta a voler parlare della sua condizione. Per andare oltre a uno stigma, uno dei tanti, che pretendono di ingabbiare l'immagine e la voce delle donne. Nasce così "Comunque bella", una mostra itinerante il cui messaggio non si rivolge solo a chi ha l'alopecia, è per tutti quelli che hanno difficoltà ad accettare la propria immagine.

Nel servizio le interviste a Virginia Gattobigio, ideatrice della mostra, ed Edoardo Tintori, fotografo.