Allarme centro antiviolenza: da un anno non riceve i fondi regionali

Le risorse non sono ancora state erogate dal Comune. Un'attività essenziale costretta a lavorare con orari ridotti

Qui in otto anni sono state accolte 2134 donne scappate dalla violenza, 180 hanno vissuto in questo Centro perché non avevano altro posto in cui andare, con loro anche 195 minori, i loro figli, che quella violenza anche se non l'hanno subita sulla loro pelle l'hanno vista e respirata. Nel centro Catia Doriana Bellini i telefoni continuano a squillare e le operatrici continuano a rispondere ma si fa sempre più fatica perché da novembre scorso non arrivano più finanziamenti. La regione li ha stanziati ma un percorso burocratico accidentato impedisce di erogarli. 

Niente stipendi per le dipendenti che da quasi un anno lavorano per senso di responsabilità. Non c'è più modo di pagare la spesa, le bollette, il materiale per la scuola, i farmaci, tutto quello che serve alle donne abusate e ai loro figli che qui trovano assistenza psicologica e protezione. Ad agosto il servizio pronta emergenza è stato sospeso, l'accoglienza ormai procede a orari ridotti del 40%. Un servizio riconosciuto come essenziale che però non riesce più ad andare incontro alle continue richieste di aiuto.

Nel servizio di Francesca Romana Elisei le interviste a Arianna Luciani, referente del centro e Giulia Romano operatrice anti-violenza.