Appello per la sanità pubblica

Lo Spi Cgil chiede alla Regione che il servizio di emergenza-urgenza rimanga all'ospedale di Spoleto e provvedimenti contro l'aumento delle rette delle strutture residenziali

Oggi si vive più a lungo, ma si rischia di vivere male: dopo la pandemia le difficoltà degli anziani restano uguali, a diminuire sempre di più sono i servizi. In particolare, quelli sanitari. E' ciò che emerge dalla tavola rotonda sul diritto alla salute organizzata dalla Spi Cgil di Spoleto a San Brizio. Qui la lega intercomunale del sindacato dei pensionati conta 3500 iscritti, a riprova del fatto che in città l'età media è alta, il 30% della popolazione è over 65 e il 10% ultraottantenne. Per questo il disagio delle liste d'attesa per esami e controlli sempre più lunghe è particolarmente avvertito, specialmente se si è soli e per avere un appuntamento bisogna raggiungere un ospedale che si trova dall'altra parte della regione. Fondamentale allora, questa la richiesta alla Regione, che il servizio di emergenza-urgenza rimanga all'ospedale di Spoleto. Altro appello è a prendere provvedimenti contro l'aumento delle rette delle strutture residenziali. Costi superiori ai 2000 euro mensili, spesso insopportabili per pensionati con redditi attorno ai 1000, che chiedono di essere ascoltati dalle istituzioni, per una sanità pubblica che difenda i diritti dei cittadini più fragili. Le iniziative dello Spi Cgil continueranno nei prossimi giorni. Il 20 settembre a Spello e il 22 a Norcia.
di Elisa Marioni