Centri massaggi a luci rosse

Ventidue misure cautelari ad altrettanti - presunti - esponenti di un sodalizio criminale, dedito allo sfruttamento della prostituzione. Chiusi centri massaggi cinesi.

L’insegna dice centro massaggi, ma in realtà quella di via Mario Angeloni Perugia è una delle undici case a luci rosse finite nel mirino dei carabinieri della Compagnia di Assisi. I militari, in esecuzione di un’ordinanza del Gip del Tribunale di Perugia, stanno notificando ventidue ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone coinvolte in un giro di prostituzione che riguarda mezza Italia. I destinatari sono per lo più cittadini cinesi, accusati di associazione per delinquere. Secondo gli investigatori avrebbero gestito e sfruttato giovani connazionali, fatte arrivare in Italia con documentazioni false riguardo a professione e identità e messe in condizioni di vendersi ai clienti all’interno dei centri massaggi.  I presunti responsabili devono rispondere anche di favoreggiamento della permanenza e della collocazione di manodopera clandestina in Italia. Le ragazze, infatti, si spostavano periodicamente per la penisola seguendo le indicazioni degli organizzatori della rete criminale. Le operazioni, coordinate dalla procura di Perugia, vedono impegnati oltre ai carabinieri di Assisi, guidati dal capitano Vittorio Jervolino, anche i colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro. Oltre a undici “falsi” centri massaggi, il Gip di Perugia ha disposto anche il sequestro di quattro appartamenti, due autovetture e numerosi conti correnti bancari riconducibili agli indagati, individuati nelle province di Perugia, Lodi, Verona, Bologna, Firenze, Prato, Arezzo, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo e Brindisi.

di Andrea Rossini