Biodigestore, la Regione invia la diffida

Una settimana di tempo per la società che gestisce l'impianto, che dovrà svolgere lavori di manutenzione

Sette giorni per mettersi in regola ed eliminare le probabili criticità all'origine delle ricorrenti folate di cattivo odore. È il tempo che la Regione Umbria dà alla società che controlla il biodigestore di Nera Montoro, per la produzione di energia dai rifiuti, per effettuare interventi di manutenzione e, in particolare, ripristinare il corretto funzionamento del biofiltro. Il sospetto è che qui ci sia da correggere qualcosa. La diffida è, infatti, una diretta conseguenza dell'ultimo controllo dell'Arpa e segue la presentazione di un esposto in procura a Terni, attraverso l'avvocato Valeria Passeri, a firma di turisti e residenti di Nera Montoro, Taizzano e San Liberato e Narni. Tutti esasperati da quello che descrivono come un «odore insopportabile e nauseante", proveniente dall'impianto. A dare forza alla petizione era stato lo stesso sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli: aveva chiesto un incontro ufficiale con l'azienda invitando al tavolo anche il comitato "Ambiente basso Nera", in prima linea nella battaglia contro la puzza. Nel frattempo, però, dopo il verbale con i suggerimenti dell'Arpa, è scattata la diffida. La manutenzione si svolgerà per tutta la prossima settimana, periodo nel quale l'Auri, Autorità umbra rifiuti e idrico, s'è già preoccupata di coordinare la redistribuzione verso altri impianti di compostaggio. Una volta completato l'intervento, da Nera Montoro avranno tre giorni di tempo per inviare una relazione sull'attività svolta.