Pietralunga, iniziata la conta dei danni

L'emergenza sembra alle spalle, ma ci sono ancora molti disagi per residenti e imprenditori. Questi ultimi hanno subito grosse perdite

Rimboccarsi le maniche, spalare via il fango e ripartire. A quattro giorni dall'alluvione che ha devastato la zona industriale di Pietralunga la strada verso la normalità è ancora lunga, e la conta dei danni una approssimazione fra lacrime e speranza. Il torrente Carpinella, che giovedì notte è saltato fuori dagli argini gonfio di una pioggia violenta e inattesa, è tornato nel suo letto, ma ci sono volute le braccia di decine di volontari arrivati da tutta l'Umbria per togliere le tonnellate di fango che hanno invaso i capannoni e ricoperto tutto. Quello che è rimasto è la devastazione e la paura di chi teme di aver perso ogni cosa. L'acqua scura e fredda del Carpinella ha travolto tutto con una violenza inimmaginabile. Tolto via il fango bisognerà riparare e ricominciare. Una risalita per la quale sarà importante avere a disposizione risorse subito. Anche attraverso la dichiarazione dello stato di calamità, che la Regione si appresta a chiedere. Nel frattempo c'è da fare in fretta e riparare i danni. Per evitare che, in caso di nuove piogge, i fiumi tornino a minacciare le case e le aziende.