In volo sulla necropoli

La necropoli del Crocifisso del tufo di Orvieto come non si era mai vista. Prospettive spettacolari di un luogo ricco di storia e di mistero

"In volo sull'archeologia e la bellezza italiana". E' la necropoli etrusca di Crocifisso del tufo ad Orvieto a rappresentare l'Umbria nella campagna del ministero della cultura sui beni archeologici. Un viaggio straordinario realizzato grazie ai droni per cogliere, attraverso le immagini, un nuovo punto di vista: panorami mozzafiato, aspetti inediti, scorci inconsueti. Nella città dei morti, ad Orvieto, si plana in picchiata e si viene catapultati nel sesto secolo avanti Cristo, rapiti dal mondo degli etruschi. Un mondo che qui ha iniziato a riemergere oltre duemila anni dopo. Scavi sistematici veri e propri vennero ripresi a partire dagli anni '50, per proseguire con maggior impulso negli anni '80. Percorrendo le sue strade si nota subito la caratteristica principale di questa necropoli, la sua organizzazione urbanistica, con una planimetria regolare ma soprattutto... le iscrizioni. In ogni facciata, sopra l'architrave, c'è un'epigrafe con il nome del proprietario della tomba. Si tratta inoltre di una delle testimonianze epigrafiche etrusche di età arcaica più consistenti riferibili ad un'unica comunità cittadina. Indicazioni importanti anche per comprendere gli usi della popolazione: così come i corredi ritrovati, quello che rimane dopo le razzie del settecento. Ma c'è di più, perché dallo studio delle iscrizioni emerge piuttosto chiaramente anche un'esempio di inclusione sociale. Con un'autorità cittadina che dunque ne riconosce, almeno in parte, i diritti. Tombe uguali, allineate che, pur nelle differenze dei corredi, rimandano ad una società che fa dell'inclusività un valore. E così il volo nell'archeologia diventa scoperta e insegnamento.

Nel servizio di Federica Becchetti, l'intervista ad Lara Anniboletti, direttrice della Necropoli e Museo Archeologico di Orvieto