Chiuse le indagini sull'omicidio del piccolo Alex

Il bimbo di 2 anni venne ucciso a coltellate un anno fa a Citta' della Pieve. Alla madre la procura contesta anche la premeditazione

E' passato poco più di un anno dalla morte del piccolo Alex, il bambino di 2 anni ucciso a coltellate a Città della Pieve lo scorso primo ottobre, e oggi l'inchiesta sul suo omicidio è alle battute finali. La procura delle Repubblica di Perugia ha comunicato la chiusura delle indagini preliminari. Del delitto è accusata la madre del piccolo, Katalina Bradacs, che secondo la ricostruzione dei magistrati perugini avrebbe colpito il bimbo "al collo, al torace e all'addome, con un coltello o un'arma bianca". Accusa aggravata dalla premeditazione. La donna, 45enne ungherese, non è mai uscita dal carcere da quando fu arrestata, dopo essersi presentata a un supermercato di Po Bandino, non lontano dal luogo del delitto, e aver adagiato il corpicino straziato del figlio sul nastro della cassa. La versione che il piccolo fosse stato aggredito in sua assenza non aveva mai convinto ed era stata presto smentita dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. Prima della confessione, a maggio, davanti ai periti nominati dal tribunale del Perugia. Al centro delle indagini, in questi mesi, proprio le due perizie psichiatriche su Katalina Bradacs, affetta da depressione, che ha parlato di una "visione" che le avrebbe imposto di uccidere il bambino". L'ultimo esame ha ribaltato il primo, escludendo la totale incapacità di intendere e di volere. La donna secondo gli esperti presenterebbe un vizio parziale di mente. Elemento che in caso di condanna porterebbe a una diminuzione della pena. 
di Elisa Marioni