900 donne seguite dai centri antiviolenza

168 da inizio anno. I numeri reali sono però sottostimati: molti episodi di violenza non vengono denunciati

169 donne sono state prese in carico nei centri anti-violenza della Regione dal 1 gennaio 2022 ad oggi. Donne disorientate, arrivate ai punti di ascolto in cerca di aiuto, che dopo i primi contatti hanno scelto di iniziare un percorso di sostegno per uscire da un incubo, insieme a operatrici, psicologhe, volontarie. L'anno scorso le nuove prese in carico erano state 246, in gran parte straniere. Sono oltre 900 le donne costantemente seguite in totale in Umbria. Sono numeri allarmanti quelli che emergono dalla piattaforma di elaborazione dati Serena, la mappatura sempre aggiornata dei Servizi Regionali Anti-violenza. Numeri probabilmente sottostimati, ai quali sfugge il fenomeno sommerso, quello di chi non ha ancora provato a chiedere aiuto. Ad oggi, dall'inizio dell'anno nelle organizzazioni del network regionale, tra centri anti-violenza, punti d'ascolto e centri pari opportunità, ci sono stati 4.437 momenti di ascolto, che comprendono le semplici telefonate al numero verde, gli sfoghi e le richieste di informazioni. Oltre 3.500 i colloqui in presenza, con una media di circa 300 al mese. Alcune vittime si mettono in contatto con i servizi solo per sentirsi capite, altre scelgono di iniziare un percorso. Oltre 2400 i servizi attivati nel 2022: i tre più richiesti sono la consulenza legale, la consulenza psicologica e la mediazione linguistico-culturale. Il compito delle operatrici è di dare indicazioni sulle possibilità che le vittime hanno. Alcune, solo alcune, alla fine scelgono di denunciare.

Servizio di Elisa Marioni