Traffico di marijuana dall'Albania: a processo

Avevano fatto arrivare una tonnellata e mezzo di marijuana. Nove cittadini albanesi rinviati a giudizio per traffico di stupefacenti, furto e associazione per delinquere.

Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a carico di nove cittadini albanesi accusati dalla procura di Perugia di traffico di stupefacenti e associazione per delinquere. Sono stati tutti rinviati a giudizio, infatti, i membri della banda che secondo le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Patrizia Mattei, nel 2017 avevano fatto arrivare dall'Albania, a più riprese, una tonnellata e mezzo di marijuana. Droga poi recuperata nell'arco di sette mesi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, lo stupefacente giungeva via mare dall'Albania, passava per Roma per poi essere distribuito nelle piazze di spaccio del capoluogo umbro. Gli imputati sono accusati anche di furto: per i viaggi veniva utilizzato un gommone utilizzato per il traffico illegale di migranti, rubato alla guardia di finanza che lo aveva messo sotto sequestro nel porto di Ortona. 
Il capobanda, un elettricista di 43 anni residente a Corciano, difeso dall'avvocato perugino Luca Maori, un anno fa era tornato dall'Albania per costituirsi un anno fa e dopo l'arresto era stato rimesso in libertà. Alcuni membri della banda, invece, sono tuttora latitanti. In udienza preliminare il Gup non ha accolto la richiesta formulata dal legale del boss di rinvio, in attesa dell'entrata in vigore della riforma Cartabia, che prevederebbe alcune disposizioni favorevoli per gli imputati. Si torna in aula dunque per il primo grado di giudizio davanti al primo collegio del Tribunale penale di Perugia.