Nelle zone alluvionate a settembre argini ancora da mettere in sicurezza

Tronchi, massi e detriti. A due mesi e mezzo dall'alluvione, lungo le sponde del Carpina a Pietralunga c'è ancora molto lavoro da fare. Pochi i fondi stanziati.

Lo scenario, lungo il corso d'acqua del Carpina, non è cambiato, rispetto ad un mese fa. Per chilometri, nei territori comunali di Pietralunga e Montone, il torrente scorre a fatica fra tronchi, massi e detriti, eredità della straordinaria piena del 15 settembre scorso.
I lavori di somma urgenza non hanno eliminato il rischio che, con un'altra piena, le case e i terreni lungo il torrente finiscano di nuovo sott'acqua. Servirebbero con urgenza altri interventi ma il governo, che ha riconosciuto lo stato d'emergenza a tre comuni umbri alluvionati, Gubbio, Pietralunga e Scheggia e Pascelupo, ha messo sul piatto finora soltanto 600mila euro.

La pulizia e messa in sicurezza dei torrenti resta una questione aperta, a Pietralunga come in buona parte dell'alta valle del Tevere e dell'alto chiascio. e ad ogni precipitazione inattesa l'occhio corre preoccupato.

di Riccardo Milletti