Trasferiti i carabinieri sotto inchiesta

Sono indagati a piede libero, a vario titolo dalla Procura di Spoleto per reati che vanno dalla concussione al falso

Sono stati provvisoriamente trasferiti fuori regione, i due carabinieri in servizio a Foligno coinvolti, a vario titolo, nell'indagine della procura di Spoleto su ipotesi, ancora tutte da verificare, che vanno dalla concussione, al falso alla droga. Destinati a due diverse stazioni lontane da casa, potranno continuare a lavorare mentre l'inchiesta andrà avanti. Il provvedimento era nell'aria già dopo la collocazione in ferie all'indomani delle perquisizioni disposte tre settimane fa, anche in caserma, dai pubblici ministeri Vincenzo Ferrigno e Michela Petrini. I vertici dell'Arma regionale, dopo aver valutato le posizioni dei militari, indagati a piede libero, hanno deciso di spostarli in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che accerti eventuali responsabilità. Entrambi sono convinti di poter chiarire tutto. Le accuse più gravi riguardano l'ex comandante della stazione di Foligno, sospettato di aver incassato cinquemila euro da un indagato e di avere tentato di procurarsi della cocaina: non è chiaro per quale ragione. Il maresciallo, inoltre sempre secondo l'accusa, avrebbe ottenuto con l'inganno, attraverso uno scambio di numeri telefonici e un verbale taroccato con l'aiuto del collega a partire dalla richiesta di aiuto di una donna, l'acquisizione dei tabulati telefonici di un'utenza di nessun interesse ai fini della giustizia. I contatti da verificare, evidentemente, riguardavano ragioni personali, un'altra delle questioni che il maresciallo dovrà spiegare ai magistrati.