I dissesti di Piediluco

Le crepe nelle case di Piediluco vicine alla diga da cosa dipendono? Dopo la denuncia di Mi manda rai tre siamo tornati a vedere

Delicato e prezioso ecosistema naturale, ma anche bacino di carico per scopi industriali. Vive su questo scivoloso crinale il futuro del Lago di Piediluco, meta turistica sempre più ricercata ma al tempo stesso tassello imprescindibile del sistema idroelettrico Nera Velino. Un crinale instabile come le coste del Lago, sottoposte da anni ad un pericoloso fenomeno di subsidenza. Significa che i terreni che circondano le acque scivolano verso il lago. 15 millimetri all'anno di media, secondo Arpa. Un fenomeno che mette a rischio le costruzioni più vicine alle sponde. Danni evidenti, come ha raccontato "Mi Manda Rai Tre", ne hanno già subiti un gruppo di abitazioni i cui proprietari hanno fatto causa al comune di Terni. Responsabile, sostengono, di aver peggiorato la situazione con la costruzione della passeggiata lungolago. Ma a processo i proprietari hanno citato anche Eon, che ai tempi gestiva la centrale idroelettrica. Secondo i periti, infatti, le oscillazioni del livello del lago dovute alla fornitura di acqua alle centrali di Galleto e Monte Sant'Angelo hanno reso più instabili i terreni su cui poggiano le abitazioni. Oscillazioni che, secondo quanto calcolato da Enel in uno studio del 1989, si sono triplicate in 50 anni e che negli anni 2000 hanno raggiunto anche gli 80 centimetri al giorno con velocità di abbassamento e innalzamento del pelo dell'acqua praticamente triplicata. Le operazioni decise in base alle esigenze delle centrali oggi di proprietà di Enel Green Power per la produzione di energia verde e rinnovabile, mettono a rischio però anche l'ecosistema di Piediluco. Come spiega Francesco Fioretti, presidente della ProLoco di Piediluco. Dalla produzione di energia dalle acque di Piediluco, Enel Green Power ricava ogni anno profitti milionari. Non si può dire lo stesso del Comune di Terni a cui ogni anno, dal 2016, la regione versa parte dei canoni idrici pagati dal gestore per la concessione da utilizzare per manutenzione ordinaria, decoro urbano e valorizzazione del territorio. Federico Nannurelli, responsabile dell'ufficio aree di Pregio del Comune di Terni. Il problema del dissesto idrogeologico, però, si fa sempre pressante. E negli ultimi anni il Comune di Terni, che nel 2009 ha messo nero su bianco l'esigenza di intervenire per fermare il movimento franoso e evitare rischi per la popolazione,  ha speso 6 milioni di euro di fondi ministeriali per il consolidamento delle sponde. Lavoro che però, si è arrestato bruscamente.

Nel servizio di Massimo Solani le interviste Federico Salvati, Francesco Fioretti Presidente Pro Loco Piediluco, Federico Nannurelli Ufficio Aree di Pregio Comune Terni.