Rogo al Lido, ecco i primi indizi

Il gestore del Lido Tevere ipotizza una ritorsione. Trovata una bottiglia dove è stato appiccato l'incendio

In corso le indagini sull'incendio che ha devastato la discoteca Lido Tevere a Ponte San Giovanni, periferia di Perugia. Gli agenti hanno recuperato una bottiglia con residui di alcol, ora al vaglio della Scientifica, in corrispondenza di uno dei due punti di innesco delle fiamme scoppiate venerdì prima dell'alba nella storica discoteca di Ponte San Giovanni. Chi ha appiccato il fuoco ha mandato il fumo l'intera stagione al chiuso, compresa la notte latina prevista per San Silvestro, all'insegna del tutto esaurito. Filippo, l'uomo che con la moglie nigeriana gestisce da 16 anni la struttura, non vuole apparire, ma nelle sette pagine di verbale sottoscritte in questura, ha espresso i suoi sospetti: "Diamo fastidio a qualcuno". Nessuna minaccia esplicita, ma segnali ne ha avuti, come il furto da 15mila euro, prima Halloween, che ha preso di mira le attrezzature e la scorta di liquori, in particolare proprio quelli più graditi alla clientela sudamericana. La squadra mobile non esclude la pista del sabotaggio, ma esplora anche altre ipotesi in attesi di elementi capaci di indirizzare le indagini. 
Nel servizio di Andrea Rossini l'intervista a Lorenzo Ermenegildi Zurlo, segretario di Omphalos Lgbti