La Tct di Terni non riaprirà dopo Natale

A rischio 50 posti di lavoro. I sindacati hanno deciso di proclamare lo sciopero

La Tct-Taglio e commercializzazione tubi di Terni cesserà l'attività e non ripartirà dopo la fermata natalizia. A rischio 52 posti di lavoro. Ad annunciarlo sono Fim-Fiom e Fismic a seguito di un colloquio con la proprietà.

"La decisione è stata assunta - spiegano i sindacati - dopo diversi incontri con la direzione di Ast, che non hanno avuto esito positivo".

La Tct, società dell'imprenditore Gino Timpani, ha infatti un accordo commerciale con il colosso del gruppo Arvedi per il taglio di alcuni tubi prodotti dal Tubificio di Terni. Ast stava negoziando la possibile acquisizione dell'azienda, così da abbassare i costi di lavorazione. Ma la trattativa, a questo punto, pare definitivamente saltata.

Dopo un'assemblea fiume coi lavoratori, le rappresentanze sindacali hanno dunque indetto l'immediato stato di agitazione, con lo sciopero che proseguirà anche oggi.

Fim-Fiom e Fismic fanno sapere che "si attiveranno immediatamente per mettere in essere tutte le ulteriori iniziative per la difesa dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori, sia diretti che somministrati", definendo "inaccettabile" il fatto che una trattativa tra privati possa mettere a rischio decine di posti di lavoro.

Il servizio di Alessandro Catanzaro, montaggio di Renzo Matteucci