Concorsopoli, è il giorno di Valorosi

L'ex dirigente, che ha patteggiato due anni per rivelazione di segreto d'ufficio, è sentito come testimone. Sarà riascoltato il 16 gennaio

"Non avevo l'autorità per imporre nomi"; "non ricordo di aver consegnato biglietti con liste di raccomandati". Maurizio Valorosi ha già patteggiato due anni per rivelazione di segreto d'ufficio. Ora è imputato per associazione a delinquere nel processo principale nato dall'inchiesta Concorsopoli, e martedì mattina è stato sentito come testimone dell'accusa. Sotto la lente dei PM Abbritti e Formisano, la procedura di selezione per infermieri del 2018. Quella che secondo le carte dell'inchiesta venne truccata per favorire candidati raccomandati dalla politica. "Fui contattato dall'ex assessore alla sanità Barberini, che chiedeva di favorire alcuni nominativi - ha detto Valorosi - risposi che non ne avevo l'autorità. Poi, però, venni a sapere che c'era una lista di candidati già consegnata al direttore generale dell'ospedale Duca, ai quali sarebbe stato fittiziamente assegnato il punteggio massimo. Il giorno prima della prova scritta - continua valorosi - Duca mi disse che doveva recarsi in Consiglio Regionale per consegnare le tracce della prova. Non so chi avesse appuntamento". Si passa poi al concorso per un dirigente di geriatria. Valorosi incontrò il marito di una candidata ma ha sostenuto di non ricordare di aver segnalato il nominativo a Duca, come dimostrerebbero invece le intercettazioni ambientali mostrate in aula. L'esame di Valorosi continuerà il 16 gennaio. Poi toccherà ad Emilio Duca in un fitto calendario di udienze già definito fino ad aprile 2023. In aula, l'ex assessore alla sanità Berberini e l'ex segretario del Pd umbro Bocci, entrambi accusati di associazione a delinquere, così come l'ex presidente di regione Catiuscia Marini.

Servizio di Riccardo Milletti, montaggio di Francesco Fiocchi.