Rapporto Ecomafie: in Umbria più di due reati ambientali al giorno

Perugia tra le prime venti province italiane, cemento e rifiuti le filiere più redditizie

Sono 763, più di due al giorno, i reati contro l'ambiente scoperti dalle forze dell'ordine in Umbria lo scorso anno. 
731 le persone denunciate e 4 gli arresti. Numeri che pongono l'Umbria al sedicesimo posto in Italia in un giro di affari criminali che vale quasi 9 miliardi nel quale quasi la metà dei reati si colloca nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Sicilia, Puglia e Calabaria. Scorrendo i dati provinciali, però, emerge come Perugia, insieme a poche altri capoluoghi del Centro Nord, compaia tra le prime venti province italiane con ben 383 reati ambientali. Le filiere più redditizie, per le ecomafie, sono quelle del cemento e dei rifiuti. Qui si sono concentrati oltre i due terzi dei reati commessi in umbria, ben 525. Preoccupante lo spaccato che emerge dal ciclo dei rifiuti: l'Umbria conta 295 reati, più di quelli commessi in Veneto o in Emilia Romagna ed è al dodicesimo posto in Italia. Dal rapporto Ecomafie di Legambiente emerge anche l'altra faccia dell'illegalità ambientale: quella degli illeciti amministrativi: ben 2000 quelli sanzionati in Umbria. La maggior parte riguardano lo smaltimento non corretto dei rifiuti o  la scoperta di discariche abusive.

Riccardo Milletti