Magia di luci e suoni

Dopo un periodo di inattività, il Teatro Ottico di Città della Pieve è tornato a funzionare. L'inventore di questa tecnica è l'artista e scienziato russo Sergej Zorin

Potrebbe sembrare il pubblico che attende di assistere ad uno spettacolo o di vedere un film. Invece a breve si ritroveranno completamente immersi in un mondo di immagini e suoni, totalmente avvolgente. Teatro ottico - si chiama. Gli ingredienti sono luci e colori, generati dalle mani di Valentina Ganz che con le dita sfiora speciali tastiere. La musica sono le pavane rinascimentali di Luis Milan, composizioni che a inizio Cinquecento circolavano come le attuali hit da classifica. Le immagini non sono singoli fotogrammi proiettati o pixel che richiedono al cervello di essere ricomposti: sono immagini intere in un flusso continuo che produce sullo spettatore un effetto di benefico rilassamento. L'inventore di questo teatro ottico - l'artista e scienziato russo Sergej Zorin - ne studiò il potere terapeutico sugli astronauti che rientravano psicologicamente provati dalle missioni spaziali. E costruì a Mosca un locale apposito per questo tipo di spettacolo. Sorprendenti vicinanze. Dopo un periodo di inattività, il teatro ottico di Città della Pieve è tornato a funzionare. Così come le immagini, anche i suoni sono interpretati, e i brani di Milan composti per liuto o vihuela passano attraverso i moderni sintetizzatori. L'effetto combinato con le opere di Michelangelo e Caravaggio è coinvolgente e introduce gli spettatori in uno spazio senza tempo dove ci si lascia fluttuare abbandonando i pensieri del presente.
di Cecilia Porro