Schiaffi e calci ai disabili

Tre persone sono agli arresti domiciliari con l'accusa di maltrattamenti ai danni di alcuni ospiti di un centro diurno perugino. Inchiodati dai video delle telecamere

Prendevano a schiaffi e a calci gli ospiti, adulti affetti da autismo, che avrebbero dovuto invece assistere, custodire, intrattenere. I carabinieri del Nas di Perugia con l'accusa di maltrattamenti a disabili hanno arrestato tre persone: un operatore sanitario perugino di 34 anni e due educatori, un 44enne anche lui perugino e un 54enne della provincia di Frosinone. Collaboratori incensurati della struttura diurna convenzionata il "Forabosco" di Collestrada, centro privato di riabilitazione, emanazione della Fondazione Aurap per i quali il Gip del tribunale di Perugia ha disposto i domiciliari. I carabinieri, nel corso dell'indagine partita ad agosto dopo la denuncia di un genitore insospettito dal turbamento del figlio, nei tre mesi successivi hanno documentato diversi episodi grazie alle telecamere nascoste all'interno del casale all'insaputa della struttura che può ospitare fino a dieci assistiti e dà lavoro a quindici persone. Le famiglie pagano da 67 a 120 euro al giorno perché il centro si prenda cura del proprio congiunto. Capitava invece che qualcuno di loro, quattro le parti offese indicate nell'ordinanza, venisse preso a botte, offeso, minacciato di morte, sotto gli occhi di altri operatori che rischiano l'accusa di omessa denuncia. Strattonamenti e percosse, che in qualche occasione hanno prodotto lesioni evidenziate da referti medici, erano accompagnati da insulti e umiliazioni. I disabili, considerati più turbolenti, per "punizione", erano costretti a restare immobili anche per l'intera giornata seduti in un angolo, sul divanetto o in poltrona. Per gli altri, il centro era una specie di parcheggio: non venivano svolte le attività pubblicizzate. Tra gli indagati a piede libero c'è anche il direttore sanitario della struttura: per gli investigatori era a conoscenza di quello che accadeva e non avrebbe fatto abbastanza per impedirlo. 
di Andrea Rossini