La voce di Maria Elia non si è spenta

Il padre della 17enne morta in ospedale ha presentato l'associazione a sostegno delle famiglie coinvolte in casi di malagiustizia e malasanità

La voce di Maria Elia non si è spenta il 27 marzo, quando è morta all'ospedale di Perugia dopo tre giorni di ricovero per un raro caso di doppia infezione. C'è papà Gennaro a mostrare al mondo il suo sorriso che, stampato su un poster, illumina il vuoto lasciato tra i banchi dell'Istituto Pascal. La scuola dove la diciassettenne studiava moda, la sua passione, e che oggi le ha intitolato l'aula disegno. Proprio qui, nel laboratorio dove Maria coltivava i suoi sogni, il padre ha presentato l'associazione a sostegno delle famiglie coinvolte in casi di malagiustizia e malasanità. Perché, secondo Gennaro, sua figlia poteva essere salvata. Il trattamento, che aumenta l'ossigenazione del sangue in casi di crisi respiratoria, è stato sospeso durante la pandemia e i pazienti che ne hanno bisogno vengono trasferiti a Roma e a Firenze. La procura di Perugia ha chiesto di archiviare il caso perché il personale ospedaliero avrebbe fatto tutto il possibile per salvare Maria. Ma Gennaro e gli avvocati che lo assistono in questa battaglia non la pensano allo stesso modo e hanno presentato una richiesta opposizione all'archiviazione. Sulla quale, ora, deve esprimersi il giudice.
di Dario Tomassini