Caso Mastropietro, udienza rinviata

Due testimoni non si presentano. Dibattimento aggiornato al 22 febbraio. Momenti di tensione tra Innocent Oseghale e la madre di Pamela

E' servito l'intervento dei carabinieri per evitare lo scontro fisico fra Alessandra Verni e Innocent Oshegale, l'assassino di sua figlia Pamela Mastropietro, ammazzata e fatta a pezzi cinque anni fa a Macerata. L'udienza nel processo d'appello bis, in programma a Perugia per l'accusa di violenza sessuale a carico del nigeriano, già condannato in via definitiva per omicidio, si era da poco conclusa con il rinvio a causa dell'assenza dei testimoni, quando Oshegale è passato a pochi metri di distanza dai genitori di Pamela e dagli amici della ragazza. E' a quel punto che fra la madre, che indossava una t-shirt con le foto del cadavere orribilmente smembrato della figlia, e l'uomo, è nato un diverbio sedato solo dal'intervento dei carabinieri degli agenti della polizia penitenziaria. Si torna in aula il 22 febbraio per l'audizione dei due testimoni che oggi non erano a Perugia, per uno dei quali la sezione penale della Corte d'Appello di Perugia presieduta da Paolo Micheli ha disposto l'accompagnamento coattivo e una multa di 50 euro. Attraverso le testimonianze dei due uomini, che con Pamela ebbero rapporti sessuali dopo la sua fuga dalla struttura che la ospitava, i giudici di secondo grado dovranno decidere sull'accusa di violenza sessuale ai danni di Oseghale. Se riconosciuta l'aggravante, per Oseghale sarebbe confermato l'ergastolo, altrimenti la pena potrebbe scendere a 30 anni. 

Nel servizio di Massimo Solani, montaggio di Federico Fortunelli, le interviste ad Alessandra Verni, madre di Pamela, e di Marco Valerio Verni, avvocato della famiglia.