"Manca la cultura della sicurezza"

L'allarme dei sindacati: "Più controlli e maggiore responsabilità da parte delle imprese"

I dati che riguardano gli infortuni sul lavoro in Umbria sono preoccupanti: quasi 10mila nel 2022, 1.600 più dell'anno precedente. Numeri che piazzano la nostra regione al settimo posto nella graduatoria che tiene conto del rapporto fra incidenti e numero di lavoratori. Al 39mo posto la provincia di Perugia, al 47mo quella di Terni.

Comincia male il 2023, con la tragedia occorsa ieri a Corciano, a un uomo di 56 anni  che lavorava in un'impresa di pulizie. Settore particolarmente delicato in termini di infortuni. Più controlli e maggiore responsabilità da parte delle imprese: sono elementi che consentirebbero riduzione drastica delle morti sul lavoro secondo la Cisl.
Il decesso del lavoratore di Corciano arriva mentre la Cgil provinciale è in congresso ad Assisi per eleggere gli organo direttivi. Il tema della sicurezza è al centro del dibattito. Oltre alla prevenzione è necessario un cambio della qualità dell'economia.

Nel servizio di Carlo Cianetti con il montaggio di Sergio Gisti le interviste ad Angelo Manzoni, segretario generale Cisl Umbria, e Gianni Fiorucci, Cgil Umbria