Il via al piano delle Case di Comunità. In 4 anni ne saranno attivate 23.

A Città della Pieve la prima. Nell'organico medici, infermieri e operatori socio-sanitari

Nei locali di quello che fu l'ospedale di Città di Pieve, chiuso nel 2017, taglio del nastro per la prima casa della comunità umbra. Da qui al 2026 ne saranno attivate 23, 17 delle quali finanziate con fondi Pnrr. Quest'anno le altre aperture previste sono Trevi, Umbertide, Magione, Todi e Ponte san Giovanni.
Questa è la nuova frontiera dell'assistenza territoriale, primo approdo per il cittadino e argine contro gli ingressi inutili in ospedale.

Dell'organico faranno parte un'equipe multiprofessionale di medici, almeno 7 infermieri, 5 oss e un'assistente sociale.

Durante l'inaugurazione clima disteso, dopo anni di dure polemiche, tra la presidente di regione Tesei e il sindaco pievese Risini, soddisfatto anche per la futura attivazione di un presidio di area disagiata con pronto soccorso h24, che potrebbe essere attivo entro l'estate.


A Città della Pieve la prima casa di comunità dell'Umbria. Nell'organico medici, infermieri, operatori socio-sanitari. In 4 anni ne saranno attivate 23.

Nel servizio di Riccardo Milletti le interviste ad Emilio Paolo Abbritti, direttore del distretto Trasimeno Usl Umbria 1 e Massimo Braganti, direttore generale Usl Umbria 1.