Sviluppato in Umbria il mammografo di nuova generazione

Potrebbe migliorare notevolmente la qualità dello screening del tumore al seno. Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 7 milioni di euro dalla Comunità europea.

Potrebbe volerci ancora un po', ma tra qualche anno il sistema di screening del cancro al seno sarà rivoluzionato da un mammografo di nuovissima generazione che nasce in Umbria. Si chiama Mammowave e viene sviluppato in questo studio, a Rivotorto di Assisi, dalla Umbria Bioengeneering Tecnologies, azienda affiliata a Toscana Life Sciences. L'idea è apparentemente semplice ma geniale; utilizza frequenze di microonde, invece di radiazioni ionizzanti a raggi X, ed è quindi potenzialmente utilizzabile in qualsiasi fascia d'età, senza essere invasivo o doloroso. 
Le immagini trasmesse rilevano lesioni mammarie, anche in presenza di tessuto denso. Se l'esistenza del macchinario non vi è nuova è perché la Tgr Umbria aveva mostrato le immagini durante la prima sperimentazione clinica, completata nel 2020, che ha coinvolto gli ospedali di Perugia e Foligno. Ma non solo: 500 volontarie hanno partecipato al test, da Milano a Genova, fino al Toledo Hospital in Spagna.
Il balzo in avanti però si sta compiendo proprio ora: il progetto Mammoscreen ha ottenuto un budget complessivo di 7 milioni di euro per validare l'innovativo mammografo a microonde con un test su diecimila donne.
Il test si terrà su base volontaria, su donne provenienti da Italia, Spagna, Germania, Portogallo e Ucraina. Non ci si può candidare; i soggetti sono individuati tra quelli già inseriti in programmi di prevenzione. L'obiettivo è confermare che il dispositivo sia in grado di raggiungere percentuali di sicurezza superiori al 90-95 per cento, quelle dei normali screening già in uso. Se così fosse, l'introduzione nel sistema sanitario potrebbe avere un'accelerazione. E la prevenzione e diagnosi precoce diventerà facile, come scattare una fotografia.
 

Nel servizo di Valentina Antonelli, con il montaggio di Simone Pelliccia, le interviste a Giovanni Raspa, Co-ideatore e co-fondatore Ubt, e a Gianluigi Tiberi, Co-ideatore e co-fondatore, Ricerca e sviluppo Ubt