Il futuro del Festival dei Due Mondi

La sede della fondazione non sarà allontanata, dice il sindaco. Intanto si lavora per rendere la kermesse patrimonio immateriale Unesco

Il legame tra Spoleto ed il suo festival è stretto e indissolubile, va avanti da decenni, la prossima sarà la sessantaseiesima edizione. Un lavoro portato avanti tra alti e bassi dall'apposita fondazione - presieduta da statuto dal sindaco della città. La sede della fondazione, quasi nascosta nei locali del Teatro Nuovo Menotti. Forse potrebbe traslocare in altro luogo più appariscente, ma a Spoleto è e rimane. Il sindaco Andrea Sisti mette a tacere sul nascere le voci che temono l'indicazione di sedi secondarie della fondazione nello statuto in corso di revisione. Una revisione da lui stesso voluta, tiene a precisare, per aggiornare l'impianto normativo in modo che garantisca la capacità di produrre spettacoli dalla prospettiva internazionale e che offra visibilità permanente alla realtà del festival. E proprio in questa direzione va la richiesta di riconoscimento del Due mondi come patrimonio immateriale dell'umanità. Nell'idea del primo cittadino anche i luoghi della manifestazione, da palazzo Collicola al teatro nuovo Menotti - dovranno essere collegati e distinti da una nuova pavimentazione: Spoleto, salotto del festival.

Nel servizio di Cecilia Porro, montato da Simone Pelliccia, l'intervista del sindaco di Spoleto, Andrea Sisti