Ex Novelli, dubbi sul futuro

Si addensano nubi minacciose sul futuro dell'azienda. In bilico il versamento dei 5 milioni di euro necessari a concludere il trasferimento delle società

Ad un passo dal 19 gennaio, data ultima per il pagamento di quanto stabilito dopo l'aggiudicazione all'asta, si fanno sempre più scure le nuvole sul futuro dell'ex gruppo Novelli. Ai sindacati e ai rappresentanti dei lavoratori, che attendono ancora il pagamento di due mensilità arretrate, ieri si è infatti presentato il nuovo amministratore della "Società Agricola Tartufi e Funghi", l'azienda eugubina nuova proprietaria del ramo uova del gruppo. Al posto dell'imprenditore Gianluca Fondacci, che a settembre in una conferenza stampa assieme al proprio avvocato e al sindaco di Spoleto Andrea Sisti aveva annunciato l'acquisizione e il rilancio del gruppo, a parlare nome dell'azienda stavolta è stato un avvocato marchigiano, Giuseppe Maria Giammusso, nominato amministratore alla fine dell'anno. Un cambio in corsa che, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere legato ad un mutamento degli assetti proprietari nella cordata che, almeno ufficialmente, aveva affiancato Fondacci al momento dell'acquisizione di ciò che resta del ramo uova dell'ex gruppo Novelli. Bocche cucite, ad oggi, sul punto. Ma ulteriori dettagli si conosceranno probabilmente solo mercoledì, alla vigilia della scadenza del 19 gennaio, quando Giammusso nella sede di Terni incontrerà di nuovo i sindacati, con la partecipazione stavolta anche delle curatele fallimentari. Quello che è stato già anticipato, però, è che il versamento dei 5 milioni di euro necessari per concludere il trasferimento delle società è tutt'altro che scontato. Ed è probabilmente condizionato ad accordi che la nuova proprietà conta di chiudere con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori. Ai quali Giammusso ha ribadito l'esistenza di esuberi pari quasi al 50% della forza di lavoro, descrivendo l'azienda come una macchina in sofferenza già prima della partenza, zavorrata da costi e problemi che ne mettono a rischio la sopravvivenza.
di Massimo Solani