Treofan, slitta a marzo la decisione sul processo

"Nessuna intenzione di truffare lo Stato" ha dichiarato l'ad del gruppo indiano proprietario dell'azienda accusato insieme ad altri due dirigenti di essere ricorso indebitamente alla cassa integrazione.

Servirà la nuova udienza preliminare prevista per il 29 marzo per sapere se Manfred Kaufmann e gli altri due dirigenti Treofan accusati di truffa aggravata ai danni dello stato per indebito ricorso alla cassa integrazione andranno a processo come vuole la procura di Terni. Il gup Barbara Di Giovannantonio, infatti, ha rinviato a quella data dopo la richiesta della difesa dell'amministratore delegato di Jindal Europa di accedere alla messa in prova con risarcimento danni. Uno slittamento che coincide con le settimane decisive per il futuro dello stabilimento ternano, chiuso dalla multinazionale inglese ormai più di due anni fa e messo in liquidazione, e su quello dei suoi lavoratori. Sulle speranze di reindustrializzazione e di rimpiego dei lavoratori Stefano Bandecchi, presidente della Ternana e patron dell'Università Niccolo Cusano ha riversato una doccia gelata spiegando che non esistono al momento le condizioni per l'acquisto e togliendo così dal tavolo, almeno ufficialmente, quella che per il liquidatore Filippo Varazi era l'unica offerta percorribile per l'acquisto di Treofan. In realtà, stando alle indiscrezioni, dietro le quinte il confronto prosegue. Il prossimo appuntamento di una vicenda sempre più complicata è per venerdì al tavolo convocato dal Mise, ma in assenza di un' offerta il rischio è che il calvario di Treofan possa prolungarsi di una nuova tappa senza alcuna soluzione.

Servizio di Massimo Solani, montaggio Paolo Canestri