Herbie Hancock incanta ancora Umbria Jazz
A Perugia il concerto e lo scambio di battute con Carlo Pagnotta
"Non parlerò della tua età a patto che tu non parli della mia"
Lo scambio di battute tra la leggenda Herbie Hancock e Carlo Pagnotta è l'emblema di un'amicizia iniziata oltre 50 anni fa con un aneddoto che il direttore artistico di Umbria Jazz ricorda ancora oggi: "Ricordo che dovemmo annunciare al pubblico prima del concerto: ‘Scusate Herbie Hancock sta ancora dormendo a Nizza’".
Da allora il funambolo del pianoforte, nato a Chicago 83 anni fa, non ha mai smesso di stupire il pubblico di Perugia con le sue innovazioni musicali e il suo continuo scivolare verso orizzonti inesplorati. E lo ha fatto anche ieri sera in uno dei concerti più attesi del cinquantesimo compleanno del festival.
Sul palco accompagnato dal trombettista Terence Blanchard, Lionel Loueke alla chitarra, James Genus - basso e contrabbasso- e l'enfant prodige della batteria Jaylen Petinaud.
Ad aprire le danze, all'arena Santa Giuliana, è stata la voce di Somi, considerata erede di Nina Simone e Dee Dee Bridgwater. Un ponte tra le radici africane e la scena jazz e soul americana.
Nel pomeriggio, al Morlacchi, il concerto di Paolo Fresu dedicato alla figura della beat generation Lawrence Ferlinghetti, il primo a pubblicare le opere di Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Il trombettista ha suonato a Perugia la colonna sonora composta per il documentario "The beat bomb".
Poco prima, a palazzo Baldeschi, Dario Cecchini, leader dei Funkoff, ha portato il suo sax baritono per il concerto Solo tra le opere di palazzo Baldeschi.
Il servizio di Dario Tomassini con il montaggio di Gabriele Liberati.