In Umbria più pensionati che occupati
Il sorpasso secondo i dati della Cgia di Mestre, con un saldo pari a meno 48mila. Uno squilibrio che può incrinare l'economia
Un sorpasso decisamente azzardato. E' quello tra numero dei pensionati e numero degli occupati fotografato dall'ultimo rapporto della Cgia di Mestre. In Umbria è avvenuto, facendo così allineare la nostra regione con quelle del Mezzogiorno dove la performance peggiore la assesta la Sicilia con con saldo negativo tra occupati e pensionati pari a meno 303mila, seguita dalla Puglia con meno 227mila e dalla Calabria con meno 226mila. L'Umbria segna un meno 48mila: con Perugia a meno 26mila e Terni a meno 22mila. Un gap che - secondo gli esperti - è causato principalmente da tre fattori: denatalità, invecchiamento della popolazione e presenza di lavoratori irregolari. Una situazione di squilibrio che rischia di incrinare il sistema economico: l'aumento degli over 65 anni porta con sé infatti l'aumento della spesa sanitaria e assistenziale, depauperando invece altri settori come quello dell'immobiliare, dei trasporti e della moda. Come invertire la rotta? Con interventi a livello nazionale e regionale impattanti. Lotta al sommerso, incentivi per l' ingresso delle donne nel mondo del lavoro e l'adozione di politiche che possano sostenere la crescita demografica e il livello di istruzione.
Servizio di Antonella Marietti, montaggio di Luca Ciurnelli