"Extra", le pergamene del passato dialogano con l'arte contemporanea

Inaugurata la mostra di Fondazione Perugia: progetto di valorizzazione dei 1700 esemplari acquisiti dall'ente, in un intreccio con maestri di oggi

Parte da lontano la storia delle nuova mostra inaugurata a Palazzo Baldeschi dalla Fondazione Perugia. E' il 1853 quando quando migliaia di pergamene, databili tra il tredicesimo e il quindicesimo secolo vengono rimosse dagli archivi storici di Perugia: serve spazio, così vengono vendute e comincia un lungo pellegrinaggio nelle collezioni private, prima di approdare a Parigi, custodite dalla famiglia Albertini. Un anno fa vengono acquistate all'asta dalla Fondazione: sono più di 1700 e ora 100 di queste sono diventate parte integrante di “Extra - Segni antichi e visioni contemporanee”. Un intreccio straordinario tra le pergamene e 40 opere di artisti contemporanei: Boetti, Paladino, Joe Tilson, Emilio Isgrò, Gianni Dessì e molti altri, 18 in tutto. Una serie di rimandi continui fra passato e presente. Nelle pergamene le copertine di atti comunali e amministrativi appartenuti a podestà, sindaci, capitani del popolo. Decorazioni che richiamano le opere contemporanee. E così gli stemmi dell'epoca richiamano il bozzetto di Tremlett per i 50 anni di Umbria Jazz, così come la Mezzaluna fertile di Isgrò o gli intrecci del libro dei telai di maria Lai. La mostra andrà avanti fino a gennaio.

Nel servizio di Federica Becchetti, con il montaggio di Lorenzo Papi, le voci del curatore, Marco Tonelli, e di Alcide Casini, presidente Fondazione Perugia