Herbie Hancock conquista ancora una volta l’Arena Santa Giuliana
L'icona della musica moderna, a 85 anni, entusiasma il pubblico di Umbria Jazz. E stasera tocca a Samara Joy e Gregory Porter
Un filo tra passato e futuro. Herbie Hancock, icona della musica moderna, a 85 anni conquista ancora una volta l’Arena Santa Giuliana: il pubblico vive così l’ennesima esperienza memorabile grazie all’artista che a Umbria Jazz è di casa da più di quaranta anni. Il concerto va avanti fino a tarda notte e spazia tra jazz, fusion ed elettronica, alternando momenti di improvvisazione collettiva nei quali Hankock, padrone assoluto del piano e delle tastiere, lascia spazio alla band. Il fraseggio vocale di Lionel Loueke, il chitarrista, ispirato ai suoni tribali, è il tocco in più che arricchisce la dinamica del gruppo. Completano la formazione Terence Blanchard alla tromba, altra storica presenza al festival; James Genus al basso e il giovane batterista Jaylen Pentinaud, sul quale il maestro è pronto a scommettere. Non manca l’omaggio all’amico del cuore Wayne Shorter, morto due anni fa, con la rivisitazione di “Footprints”. Il finale, all’insegna dell’elettro funk, scatena infine l’entusiasmo dei tremila presenti.
Nella prima parte della serata si era invece presa la scena Diana Reeves, una delle regine del jazz contemporaneo, capace di fondere un’impeccabile tecnica con la profonda espressività. Una conferma del potere evocativo di una voce potente e del jazz dal vivo.
E stasera, sempre all’Arena, tocca a Samara Joy e a Gregory Porter rinnovare la magia.
Servizio di Andrea Rossini, montaggio di Carlo Bartolucci