'Ndrangheta, concessi gli arresti domiciliari all'avvocata Maria Rita Bagalà

La decisione del Tribunale di Lamezia Terme. A febbraio annullata l’interdittiva antimafia emessa dalla questura aostana

'Ndrangheta, concessi gli arresti domiciliari all'avvocata Maria Rita Bagalà
Tgr
Andrea Giunti e Maria Rita Bagalà

Dopo oltre due anni di carcere, Maria Rita Bagalà ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il tribunale di Lamezia Terme ha disposto la scarcerazione dell'avvocata, concedendole i domiciliari nella sua abitazione in Valle d'Aosta. Difesa dal legale Aldo Ferraro, Bagalà, accusata di associazione di tipo mafioso, è tra i 29 imputati in Calabria nel processo Alibante, procedimento nato da un'inchiesta della Dda di Catanzaro su una presunta cosca di 'ndrangheta, secondo gli inquirenti attiva fra Lamezia Terme e Aosta e capeggiata dal padre della donna, Carmelo Bagalà.

Arrestata nel maggio del 2021 nell'ambito dell'inchiesta, era stata posta ai domiciliari in Valle d'Aosta. Poi, nel gennaio del 2022, la Cassazione aveva respinto il ricorso contro la custodia cautelare decisa due mesi prima dal Riesame di Catanzaro. Ed era stata quindi portata in carcere. 

Intanto continua il processo di primo grado a Lamezia Terme: la prossima udienza è fissata a luglio, per sentire alcuni testimoni dell'accusa. La data della sentenza non è ancora stata fissata. Nel processo è imputato, sempre per associazione di tipo mafioso, il marito dell’avvocata, il collega del foro di Aosta Andrea Giunti, che si trova però in stato di libertà. 

Lo scorso febbraio il presidente della Repubblica, accogliendo il ricorso del legale della donna sulla base del parere favorevole del Consiglio di Stato, aveva annullato l’interdittiva antimafia che era stata emessa due anni fa dalla questura aostana.

 

Di seguito, il servizio di Marco Barboni, con il montaggio di Michela Procino.