"Soccorsi difficili"

Valanga Zermatt, un quindicenne americano fra le vittime

Morti anche un uomo e una donna non ancora identificati

Valanga Zermatt, un quindicenne americano fra le vittime
TGR
La Valanga di Zermatt

Un quindicenne americano, un uomo e una donna non ancora identificati. Sono le tre persone morte sotto la valanga di ieri nei pressi di Zermatt. C'è anche un ventenne svizzero in ospedale per le ferite riportate.

Erano tutti sciatori esperti avventuratisi su un pendio ripido e difficile che li ha traditi. Erano alla ricerca della neve fresca quando sono stati travolti dalla valanga che si è staccata a Riffelberg, a poca distanza da Zermatt. Un comprensorio a 2500 metri con vista sul versante svizzero del Cervino. La tragedia attorno alle 14 di lunedì di Pasquetta. All’improvviso, al passaggio di alcuni free rider si stacca un’imponente massa di neve accumulatasi dopo le forti nevicate delle ore precedenti, resa instabile anche dai venti impetuosi che soffiavano sulla zona. Sotto la neve restano quattro sciatori: per tre di loro i soccorsi, giunti tempestivamente, sono inutili. Il ferito è raggiunto grazie al segnale del suo smartphone.

Sul posto hanno lavorano per ore 45 soccorritori: tra specialisti, vigili del fuoco, maestri di sci e pisteur, oltre a otto cani da ricerca e quattro elicotteri. Anjan Truffer, capo del soccorso di Air Zermatt, intervistato dal quotidiano Blick ha raccontato che le operazioni di ricerca dei dispersi non sono state semplici: per diverse ore non è stato chiaro quante persone fossero state travolte. Poi, a sera, il comunicato della polizia cantonale del Vallese con il bilancio definitivo. La valanga, con le sue dimensioni eccezionali, non ha minacciato le piste battute e gli impianti di risalita che – sostiene ancora Truffer – sono a distanza di sicurezza dalle zone di pericolo valanghe. Chi invece si avventura su quei pendii non controllati, si assume tutti i rischi. Il servizio di Marco Mastrogiacomo