In Valle la ricerca si concentra su sostenibilità ambientale e salute

Presentati gli ambiti e gli obiettivi per l'attività scientifica dei prossimi sei anni. Un migliaio i genomi finora studiati, su un obiettivo di 5mila, al Centro di medicina personalizzata, preventiva e predittiva all'Espace di Aosta

Strategie e scenari dei prossimi sei anni di ricerca dell'IIT, l'Istituto italiano di tecnologia, sono stati al centro di un incontro pubblico ad Aosta, a Palazzo regionale. 

Ingegnere, direttore scientifico dell'IIT dal 2020, Giorgio Metta illustra due obiettivi fondamentali e strettamente legati fra loro: la salute e la sostenibilità ambientale passando per la transizione energetica.

E la salute è il campo di ricerca del Centro di medicina personalizzata, preventiva e predittiva (CMP3VdA) dal 2021, ospitato nei 450 metri quadrati di laboratori all'Area Espace Aosta. Uno degli undici che l'Istituto conta in Italia più due all'estero, il centro valdostano lavora al progetto "5000 genomi VdA", volto a una più accurata conoscenza futura dello stato di salute della popolazione regionale. Come? Attraverso lo studio del profilo genomico di pazienti, integrato alle loro abitudini di vita e storia clinica. Alcune anticipazioni, dal biologo molecolare Stefano Gustincich, responsabile scientifico di “5000 genomi VdA”.

Un migliaio, i genomi finora studiati. Ma il progetto mira a studiarne di più. Quelli di 1.600 pazienti oncologici; di 1.500 persone affette da Morbo di Alzheimer o Parkinson; di 400 bambini con disturbi cognitivi e dello spettro autistico; di 200 pazienti che necessitano di trapianti; ma anche di 500 soggetti sani con origini valdostane, al fine di costruire un genoma di riferimento regionale.

Sottolineano l'importanza del progetto i rappresentanti della Regione, che supporta la ricerca con fondi propri ed europei. Da clinico, l'assessore alla Sanità Roberto Barmasse già osserva benefici derivanti dalla conoscenza di mutazioni genetiche, mentre auspica il progetto diventi un punto di partenza di sviluppo e attrattività il vicepresidente della Regione Luigi Bertschy. In questa direzione, promette bene quanto accade a livello nazionale, dove l'Istituto è riuscito a far tornare circa 400 ricercatori italiani che si erano trasferiti all'estero.

Ve ne sono alcuni in sala, di scienziati che coordinano le 81 linee di ricerca dell'Istituto che - per una settimana nella regione alpina, dal 16 al 20 gennaio - ha organizzato il suo meeting scientifico annuale. “La nostra missione è trasferire la ricerca alla società e all'industria e lungo il percorso, fare formazione” aggiunge il Giorgio Metta.

Vasto il campo di applicazione. Si va dalla sostenibilità ambientale, con la spugna idrorepellente che però assorbe gli idrocarburi e con gli involucri prodotti con gli stessi alimenti che vanno a contenere. E ancora, dal robot che aiuta i bambini autistici a comunicare a quello montato sul nuovo Ponte San Giorgio di Genova che monitora la salute dei materiali.