Chiusura del Tunnel del Bianco: studi in corso per evitare cantieri per 18 anni

Il Politecnico di Torino sta aggiornando i dati relativi alla geologia e al rivestimento. Il 4 settembre il primo stop al traffico di tre mesi e mezzo

Il traffico si fermerà alle 17 del 4 settembre. Fino al 18 dicembre non sarà più possibile attraversare il tunnel del Monte Bianco, per lavori di rifacimento della volta.

Cédric Petitcolin, responsabile del Dipartimento tecnico del Traforo (Geie TmB) spiega: “La chiusura totale è necessaria perché verranno staccati gli impianti di sicurezza”. 

Quest'anno s'interverrà sui primi 600 metri di galleria. Si replicherà nel 2024, sempre in autunno, quando il traffico è meno intenso. Dovendo coprire i quasi 12 chilometri del tunnel, si prevedono blocchi simili per 18 anni. 

Più volte Confindustria ha lanciato l'allarme sulle pesanti ripercussioni per l'export.

L'ambiente montano cambia, la volta riveste un'opera sessantenaria. Il Politecnico di Torino sta aggiornando i dati in possesso. 

Nel team c'è il professor Daniele Peila, che racconta come da sei mesi si stiano effettuando nuovi tipi di prospezioni: “Per esempio l'indagine radar lungo tutta la galleria, che mostra bene lo spessore del rivestimento; inoltre è in corso un approfondimento sulle condizioni idrogeologiche, sull'acqua che circola nelle fratture. Siamo in fase di diagnosi, dobbiamo decidere la terapia e con quale frequenza somministrare le medicine. E magari evitare un'operazione a cuore aperto, trovando le soluzioni d'intervento più adeguate”.

L'operazione a cuore aperto sono le paventate chiusure per 18 anni. 

Sono 4600 i veicoli che transitano ogni giorno nel tunnel. I gestori prevedono che, durante la chiusura, il traffico auto verrà deviato in percentuali simili sul Traforo del Frejus e quello del Gran San Bernardo. 

Diverso il discorso per i mezzi pesanti, con quasi il 90% dei tir che si riverseranno nel tunnel italo-francese.