Il posticipo del lungo stop al Bianco accelera l'apertura della seconda canna del Fréjus

Le immagini in esclusiva della nuova galleria che verrà inaugurata nella prima parte del 2024. Gli ultimi lavori riguardano l'adattamento del "cervellone" di controllo del tunnel raddoppiato

Il posticipo dei lavori sulla volta e dello stop di tre mesi e mezzo del traffico nel traforo del Monte Bianco, potrebbe accelerare i tempi d'inaugurazione della seconda canna del Fréjus, prevista nei primi mesi del 2024.

“In vista della chiusura del Bianco, avevamo rimandato una serie di test, perché dobbiamo fermare il traffico. Ora cercheremo di approfittarne per guadagnare un po' di tempo”, spiega Alain Chabert, direttore generale della Société Française du Tunnel Routier du Fréjus (Sftrf). 

La nuova galleria corre parallela ai circa 13 chilometri di quella storica. Ha una corsia sola, riservata ai veicoli diretti verso la Francia; una banchina laterale di due metri e venti per la sosta in emergenza; solo otto i metri complessivi di diametro. Non è di grandi dimensioni perché nel progetto iniziale doveva essere una via di sicurezza e non di transito. 

Trentaquattro punti-rifugio la collegano al tunnel storico. Qui una delle due attuali corsie bidirezionali verrà riservata ai mezzi verso l'Italia, l'altra solo all'emergenza. Dunque, ribadisce Salvatore Sergi, che dirige il lato italiano del Traforo, l'apertura della seconda canna separerà il traffico, non lo raddoppierà.

Se non necessita di esser convogliato, l'accesso di ogni veicolo al Fréjus avviene ogni otto secondi, per far rispettare la distanza di sicurezza di 150 metri. Una delle misure introdotte dopo l'incendio al Traforo del Bianco.

“Il fatto di avere due corsie non diminuirà i tempi di contingentamento dei mezzi”, assicura Sergi, “Perché questa è una misura di sicurezza necessaria per tunnel così lunghi”.