Idroelettrico, urge una norma di attuazione

Lo chiede Pcp affinché la Regione Valle d'Aosta possa legiferare le procedure per le concessioni di grandi derivazioni d'acqua

Acqua bene comune, ma soprattutto regolamentato. È il solco nel quale si muove la mozione di Progetto Civico Progressista, iscritta al punto 46 dell'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale della Valle d'Aosta del 3 e 4 aprile. Che chiede la "piena" competenza regionale nel legiferare procedure e modalità di rilascio di concessioni di grandi derivazioni d'acqua per uso idroelettrico.

Per spiegare l'iniziativa, il gruppo consiliare ha convocato una conferenza stampa insieme ai componenti politici e civici del cosiddetto "gruppo allargato" di PCP. E sono le consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli a sottolineare come la Regione autonoma sia l'unica rimasta in Italia a non avere quella piena competenza, ravvisando la scarsa volontà a perseguirla da parte della stessa Regione.

Lo statuto speciale del 1948 riconosceva infatti la competenza regionale sulle acque pubbliche, ma limitata agli usi irriguo e potabile, senza però prevederne la proprietà. La Regione otteneva solo una concessione gratuita per 99 anni, potendo subconcedere - anche a fini idroelettrici - "secondo procedure e norme statali" (così come indicato dall'ultimo comma dell'articolo 8).

Clausola, che sopravvive alla norma di attuazione del 2016 che trasferisce la proprietà di tutte le acque alla Regione, eccetto quelle della Dora Baltea, da Courmayeur a Pont-Saint-Martin. E a mancare è proprio una norma di attuazione che conceda una "piena" competenza legislativa regionale. O meglio, la Commissione paritetica che avrebbe dovuto approvarla non lo ha mai fatto, salvo una bozza di schema, elaborata nel 2019 durante la presidenza di Roberto Louvin. 

Ecco che la mozione attuale invita i tre rappresentanti regionali in Commissione paritetica a portare a termine quell'iter (Aurelio Marguerettaz recentemente eletto al posto del dimissionario Augusto Rollandin, la docente di Diritto costituzionale all'Università di Milano Barbara Randazzo e l'avvocato Francesco Saverio Marini che la commissione presiede). la mozione impegna inoltre la Prima Commissione consiliare "Istituzioni e Autonomia" a monitorarne i progressi, per preparare al meglio discussione e decisione in Consiglio.

Intanto, di fronte al diretto interesse di Cva nelle grandi derivazioni idroelettriche, Raimondo Donzel (Area Democratica - Gauche autonomiste) richiama la metafora di "un cavallo che galoppa senza fantino", per spiegare come la società partecipata al cento per cento dalla Regione operi in realtà con criteri privatistici.