Le testimonianze

Il dialogo che guarisce

Nelle Giornate della Legalità, al Forte di Bard gli studenti hanno incontrato Agnese Moro e Franco Bonisoli. Nel loro percorso di ascolto e condivisione, il valore della giustizia riparativa

Cos'era il male per un ragazzo poco più che maggiorenne alla fine anni Settanta? Per Franco Bonisoli, ex brigatista rosso, erano i potenti, i forti, ciò che rendeva la società ingiusta. Erano i motivi che lo hanno portato a scegliere la clandestinità, la lotta armata e gli assassini politici. Nel 1978, Franco fece parte del commando delle BR che rapì e poi uccise, dopo 55 giorni di sequestro, l'allora segretario della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Agnese Moro, la terzogenita dello statista, aveva 25 anni. Due vite ferite dal lutto, di chi ha subito e chi invece compiuto il male, ma che insieme hanno affrontato un percorso di giustizia riparativa. Nel dialogo e nella relazione, si può uscire insieme dal labirinto. Un percorso in cui sono stati accompagnati dal mediatore e teologo Guido Bertagna.
Agnese e Franco lo dicono chiaramente: dalla violenza nasce solo altra violenza. Ed è questo uno dei passaggi che più colpiscono i 160 studenti delle classi quarte dell'Isiltep di Verrès. Un impegno promosso al Forte di Bard nell'ambito delle Giornate della legalità. Dal confronto con loro, per i ragazzi c'è la possibilità di riconoscere il valore della giustizia riparativa. Lo sottolinea il docente responsabile dei progetti di educazione civica dell'istituto, Antonio Maccarone.