Il gruppo sorpreso dal maltempo a oltre 3.000 metri

Una veglia per ricordare le vittime della Tête Blanche

Cinque dei sei sciatori sopresi dalla tempesta di neve erano molto attivi nella comunità del piccolo borgo di Vex

Circa 300 persone si sono riunite lunedì sera a Vex, in Svizzera, per ricordare i cinque scialpinisti morti nel dramma della Tête Blanche. Una commemorazione con musica e candele segnata dal dolore per la famiglia coinvolta nella tragedia che ha sconvolto la Val d'Hérens. Del gruppo facevano parte tre fratelli, uno zio e un cugino, tutti originari della cittadina del vallese, oltre a una amica tedesca. Sono ancora senza esito le ricerche della sesta persona scomparsa. La tragedia risale a sabato scorso quando i sei, che si allenavano per preparare la gara di scialpinismo Patrouille des glaciers, sono stati sorpresi da una tempesta di neve e vento. Secondo la ricostruzione fatta dai soccorritori, il gruppo - partito in mattinata da Zermatt - è stato investito da raffiche a 150 km/h. I sei hanno perso l'orientamento tentando la discesa verso Arolla. Uno di loro, alle 17.19, è riuscito a chiamare il numero di emergenza. I soccorsi hanno tentato un avvicinamento alla zona da cui era partito il segnale, ma le condizioni meteo hanno fermato la colonna a circa 3.000 metri di quota. All'alba di domenica, con la prima schiarita, sono entrati in azione undici elicotteri e diverse squadre a piedi. Le ricerche sono andate avanti per diverse ore, poi - nella notte tra domenica e lunedì - l'avvistamento sul ghiacciaio del col della Tête Blanche dei cinque corpi semi-sepolti in una buca scavata nella neve per tentare di ripararsi dalle intemperie.