La scuola dell'infanzia di Champdepraz resta aperta

Il comune ha stanziato oltre 35mila euro per evitare l'accorpamento con altri istituti. Il servizio è gratuito ma sarà gestito da una cooperativa

A Champdepraz l'anno scolastico inizia con una polemica. Quest'anno gli allievi della scuola dell'infanzia sono sette: tre in meno del numero minimo previsto per gli istituti regionali. Per evitare la chiusura il servizio è stato appaltato a una cooperativa. Non ci sono costi per le famiglie ma la decisione è contestata.

Le nuove maestre adottano il medodo Montessori, una modalità di apprendimento basato sulle caratteristiche individuali. La proposta ha attratto nuove famiglie: tra gli allievi ci sono anche due bambini residenti in altri comuni. Tre posti sono ancora disponibili: l'obiettivo è arrivare a quota dieci iscritti per riavviare la scuola pubblica assicurando la continuità didattica.

L'amministrazione ha investito 35 mila euro di fondi ministeriali più altri finanziamenti regionali assegnati al comune. Trentamila euro sono stati spesi per attivare prescuola e doposcuola, un servizio che si aggiunge al normale orario di apertura: dalle 8.30 alle 16.30.

La sindaca uscente Monica Crétier difende la scelta di esternalizzare: la sfida della denatalità non va affrontata accorpando i plessi - ha detto - ma rilanciando gli istituti già presenti sul territorio. Una strategia condivisa dallo sfidante Michel Borettaz che, però, pone la questione dei fondi: nel lungo periodo la privatizzazione completa potrebbe non essere economicamente sostenibile.

Le interviste a: Alessia Demé, segretario generale Cisl Scuola; cooperativa Me.lo Metodo Montessori; Nelly Mendiola, cooperativa Me.lo Metodo Montessori