Cronaca

Il prete col vizio del gioco. "Bruciati" 900 mila euro dei fedeli

Verona, i parrocchiani accusano "Don Giuseppe ci ha derubati"

Nella parrocchia di San Giovanni Battista in Tomba Extra a Verona l'ex parroco si faceva prestare soldi per giocarli alle slot machine. Ora è in cura a Milano, ma i fedeli chiedono alla Curia la restituzione del denaro
Credits © Matteo Mohorovicich Parrocchia di San Giovanni Battista in Tomba Extra
Parrocchia di San Giovanni Battista in Tomba Extra
Alla fine ha dovuto fare i bagagli e lasciare la sua chiesa. Trasferito per essere curato. E in molti già sapevano del vizio di quel parroco tanto interessato al denaro

Il saluto di don Giuseppe, per 10 anni parroco a San Giovanni Battista in Tomba Extra
"Sono stato chiamato dal vescovo che mi ha chiesto un nuovo servizio nella chiesa di Verona...come ho servito la Chiesa in questa parrocchia per 10 anni, ora mi impegnerò a servirla nel nuovo campo di lavoro."
Salutava così i suoi parrocchiani della chiesa di San Michele Exra a Verona Don Giuseppe Modena. Era l'8 ottobre di un anno fa. Ma molti dei suoi parrocchiani già sapevano, e brontolavano. Quel parroco inizialmente tanto amato aveva un gran difetto, spiegano ora: "Si faceva prestare soldi da tutti, anche dagli anziani e dai pensionati" 

Il vizio del gioco: si faceva prestare soldi dalle famglie e non li restituiva
E più di qualcuno sussurrava già anni fa che a colpire il don era stato il vizio del gioco. A San Giovanni Battista in Tomba Extra la notizia ha continuato a passare di bocca in bocca, sempre più insistente. Tanto che è dovuto intervenire il vescovo.

L'intervento della Curia
La Curia 14 mesi fa era dovuta intervenire per trasferire il parroco chiacchierato al Centro Diocesano di Spiritualità San Fidenzio. E successivamente il religioso è stato affidato alle cure di un centro specializzato nella cura alla ludopatia nel milanese.

900 mila euro o forse più giocati alle slot machine
Ora i fedeli parlano di cifre ragguardevoli, chi dice 900mila euro spariti, chi racconta che il sacerdote continuava a chiedere prestiti, chi giura che il "don" gli deve tutta una pensione. Pare che don Giuseppe Modena abbia iniziato a chiedere soldi a partire dal 2014, e non era un mistero che il denaro gli servisse per assecondare il vizio del gioco cui ormai non sapeva rinunciare.  Slot machine, soprattutto. I fedeli, ancora, raccontano di essere stati avvicinati con la scusa di prestiti per la comunità, di anticipi per aiutare famiglie in difficoltà, per lavori da fare in parrocchia.

I fedeli chiedono conto alla Curia e rivogliono il denaro prestato
E ora, in sono sempre più i fedeli della Parrocchia di San Giovanni Battista in Tomba Extra che suonano alla Curia per chiedere indietro il maltolto.

					

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