Ambiente

Marzo mai così pazzo. In Veneto 3,7 gradi in più e alberi in fiore

Prati con margherite e viole, alberi fioriti. Temperature di quasi 4 gradi superiori alla media del periodo. Secondo Coldiretti i primi 10 giorni di marzo sono davvero eccezionali
Credits © Ansa Un ramo di fiori di ciliegio
Un ramo di fiori di ciliegio
"Mai così pazzo il mese di marzo" con temperature minime e massime superiori di tre gradi rispetto alla media. Così la Coldiretti che ha pubblicato i dati delle temperature relativi ai primi dieci giorni di marzo

Alberi e prati in fiore, l'insolita fioritura anticipata
E' dunque esplosa una del tutto insolita contemporanea fioritura delle diverse specie di piante, mentre nei prati sono  arrivate in forte anticipo primule viole e margherite. Il monitoraggio di Coldiretti,  sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade, mostra come l'innalzamento della colonnina di mercurio abbia fatto sbocciare i fiori in anticipo rispetto all'arrivo della primavera astronomica.

Veneto, 3,7 gradi in più rispetto alla media dei mesi di marzo
Le anomalie, sostiene l'associazione, hanno riguardato tutte le regioni della Penisola, con temperature massime superiori alla media addirittura di 5,1 gradi in Emilia, di 3,8 gradi in Trentino, di 3,7 gradi in Veneto, di 3,6 gradi in Friuli come in Toscana, di 3,4 gradi in Sardegna, di 3,3 gradi nelle Marche d 3 gradi in Sicilia.

"Ora le piante fiorite sono particolarmente vulnerabili"
l risultato e che se in Sicilia i mandorli sono sbocciati una settimana prima in Romagna per gli albicocchi - sottolinea la Coldiretti - si registra una accelerazione di ben quindici giorni. Una spettacolo che rende pero' ora le piante particolarmente vulnerabili ad un eventuale ritorno del maltempo che potrebbe colpire con temporali violenti e grandinate che pregiudicano i raccolti.

Preoccupa anche la siccità da record che ha caratterizzato l'inverno a Nord
A preoccupare soprattutto al nord è anche una storica siccità un inverno asciutto segnato da precipitazioni dimezzate (-50% al nord  rispetto alla media), che hanno lasciato a secco fiumi, laghi, invasi, terreni e senza neve le montagne, nel momento in cui l'acqua è essenziale per l'irrigazione delle coltivazioni, secondo una analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Isac/Cnr. 

Meno 50% di precipitazioni al Nord, e montagne senza neve
Le precipitazioni risultano quest'anno dimezzate rispetto alla norma. D'altronde, precisa Coldiretti, "le riserve idriche sono necessarie nei campi per i prossimi mesi quando le colture ne avranno bisogno per crescere. 

"La finta primavera ha provocato uno shock alle coltivazioni"
La finta primavera quest'anno ha provocato uno shock alle coltivazioni ingannate dall'insolito tepore che - conclude - ha fatto maturare in modo repentino e simultaneo gli ortaggi rendendo impossibile una programmazione scalare della raccolta".

					

Potrebbero interessarti anche...


					

Altri articoli da Ambiente