Cronaca

Secondo il Rapporto Raf "Mai un evento simile in Italia"

Il Veneto e la furia di Vaia: 12.000 ettari di boschi cancellati dal vento

La stima di Università e Ministero, col nuovo rapporto Raf: "I danni a Nord Est sono stati di 630 milioni di euro con venti a 200 km l'ora"
Credits © Paolo Colombatti Tgr Veneto Caprile (Belluno)
Caprile (Belluno)
La tempesta Vaia, che si è abbattuta nel Nord-Est tra il 27 e il 29 ottobre 2018, con la sua furia di venti di oltre 200 km l'ora, ha provocato la distruzione completa di 41.491 ettari di boschi.

Il legname abbattuto: 8,6milioni di metri cubi
Abbattuti otre 8,6 milioni di metri cubi di legname, 7 volte la quantità di tronchi da sega in media lavorati annualmente in Italia.

Il danno economico: 630 milioni di euro
E un danno economico che si aggira sui 630 milioni di euro, dei quali 434 mln solo di massa danneggiata, secondo una recente stima dell'Università di Padova, che tiene in considerazione anche le perdite di valore per il settore produttivo e per l'ambiente.

" Mai un evento simile in Italia" secondo il Rapporto del Raf 
Ma la tempesta Vaia risulta essere anche "l'evento di maggior disturbo verificatosi in Italia a discapito degli ecosistemi forestali'', come si evidenzia nel primo Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia (Raf), presentato nei giorni scorsi al Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Faggi, abeti, peccete, boschi misti: tutte le vittime di Vaia
Il ciclone ha interessato infatti ''una grande varietà di categorie forestali, (pinete, peccete montane pure, peccete subalpine, peccete miste e boschi misti del piano montano con abete, peccio e faggio), tipi strutturali e di settori altitudinali" si legge nel Rapporto messo a punto dal Mipaaft, dalla Rete Rurale Nazionale, dal Crea e dalla Compagnia delle Foreste con il coinvolgimento di 214 esperti. 

L'uragano ha stravolto in Veneto con 12.000 ettari di boschi
Le aree maggiormente colpite da Vaia ricadono in Trentino Alto Adige, dove sono stati 22.000 gli ettari di boschi distrutti, a seguire il Veneto con 12.000 ettari, e inoltre 4.000 gli ettari di alberi abbattuti in Friuli Venezia Giulia e Lombardia.

"Intervenire subito per portare via il legname a terra"
Ma gli esperti non si limitano a contare i danni e suggeriscono interventi necessari alla gestione futura delle aree danneggiate. "L'asportazione del legno morto in tempi brevi - raccomandano - consentirà di recuperare in parte il valore economico residuo del legno e a preservarne in parte le caratteristiche tecnologiche.

Pericolo insetti e rischio incendi
Un intervento che dovrebbe limitare anche il pullulare di insetti "scolitidi", quelli che attaccano il legno e lo divorano, ma anche a mitigare il pericolo di incendi.

Ora bisogna pianificare la futura foresta
Ma non è tutto, ''la pianificazione forestale dell'area dovrà essere rivista adeguando le previsioni di prelievo per i prossimi 15-20 anni" e "attenzione dovrà essere posta anche alla gestione della fauna selvatica al fine di sostenere il più possibile la rinnovazione naturale favorendo una diversificazione compositiva e strutturale dei boschi per renderli sempre più resistenti e resilienti e questi eventi estremi che si verificheranno sempre più frequentemente - avvertono infine gli esperti - in relazione ai cambiamenti climatici".
(Fonte AdnKronos)

					

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