Veneto
22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 19:31
Cronaca

Anche l'anno scorso effettuate centinaia di missioni di recupero

Il conto 2018 dell'elisoccorso: 164 mila euro per salvare persone illese

Intervista al responsabile del Suem 118 di Pieve di Cadore Giovanni Cipolotti. E restano ancora da saldare decine di migliaia di euro
Credits © Rai Tgr Veneto L'elicottero del Suem 118 di Pieve di Cadore
L'elicottero del Suem 118 di Pieve di Cadore
I numeri del soccorso con l'elicottero
L'anno scorso sono costati poco meno di 164 mila euro gli interventi di elisoccorso sulle Dolomiti per persone illese: 68 decolli per cui gli incauti alpinisti si sono visti recapitare a casa il conto, come nel caso dei due spagnoli prelevati dalla cima Ovest delle Tre Cime di Lavaredo. 70 mila euro rimangono da saldare. Lo conferma Giovanni Cipolotti, direttore del Suem 118 di Pieve di Cadore. Le missioni "senza emergenza" pesano per il 40 per cento dei costi degli interventi in elicottero anticipati dalla Usl 1 Dolomiti nel 2018: 409 mila euro per 143 uscite. 
Il resto sono i rimborsi dovuti da altre Regioni (245 mila euro per 73 interventi), nel caso in cui le persone recuperate provengano da altre parti d'Italia.

Fino a 120 euro al minuto
Il muro dei 400 mila euro è stato infranto per la prima volta nel 2018: "Dopo la tempesta Vaia - precisa Cipolotti - abbiamo avuto qualche intervento in più: per esempio, a maggio, un'intera famiglia si era persa in Val Visdende in mezzo agli alberi caduti, dopo aver smarrito la traccia".  In Veneto il costo di un errore sul sentiero rispetta un tariffario stabilito nel 2011: 120 euro per ogni minuto di volo nel caso di cittadini stranieri, che scendono a 90 per cittadini italiani di altre regioni. Ai residenti del Veneto viene applicata una ulteriore riduzione del 20%.

C'è chi paga a rate 
"Si paga quando non si è feriti, a prescindere da chi chiami il Soccorso Alpino. Capita che un alpinista ne veda un altro in difficoltà a grande distanza e dia l'allarme - specifica Cipolotti - C'è chi, vista la cifra, chiede di pagare a rate; chi si rifiuta e anche chi abbozza giustificazioni".  Alcuni recalcitranti ricorrono all'avvocato. 

Occhio agli sport estremi
Se la persona soccorsa è ferita, niente conto salato. A meno che l'infortunio non sia avvenuto praticando uno sport estremo: per discipline particolari come rafting, arrampicata, deltaplano, tuta alare e discesa in mountain bike, si chiede in ogni caso un contribuito di circa 500 euro.

  
 

					

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