Veneto
18 Aprile 2021 Aggiornato alle 00:13
Cronaca

Venezia, rientrata la protesta nel carcere di Santa Maria Maggiore

Allentato il cordone di polizia all'esterno dell'edificio
Credits © Stefania Bolzan Tgr Veneto Il carcere presidiato dalle forze dell'ordine
Il carcere presidiato dalle forze dell'ordine
Sta rientrando la situazione di emergenza determinata dai disordini inscenati da alcuni detenuti nel carcere di Venezia. Nella fase più difficile anche il terminal automobilistico di Piazzale Roma era stato blindato da un doppio cordone di sicurezza delle forze dell'ordine, mentre un elicottero ha sorvolato dall'alto la zona. Adesso le misure di protezione stanno rientrando, spiega la Questura di Venezia, e tra un po' anche a Piazzale Roma riprenderà il normale flusso del traffico.

Cosa era avvenuto
La protesta era stata inscenata da un gruppo di detenuti all'interno del carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia. Danni nella struttura e anche un incendio appiccato in mattinata al piano terra. La polizia aveva creato un cinturone all'esterno del carcere ed era stato anche bloccato il ponte della Libertà per permettere a Piazzale Roma i controlli dei carabinieri sui passeggeri dei mezzi in partenza.  

Nelle altre città
Intanto sono lentamente rientrate le proteste e i disordini registrati all'interno di diverse altre prigioni del Paese dopo lo stop ai colloqui per l'emergenza coronavirus in Italia. Anche a San Vittore a Milano le tensioni sono terminate e in nessun istituto ci sarebbero al momento ulteriori rischi per l'incolumità delle persone. Sale a sette il bilancio dei detenuti morti per overdose da farmaci prelevati nelle infermerie; altri 6 sono ricoverati. Diversi i feriti. 

Arrestati 11 evasi da Foggia, controlli anche in Molise
 A Foggia i detenuti avrebbero chiesto 72 ore chiedendo di "negoziare" con il prefetto, rifiutandosi ancora di rientrare nelle sezioni. In molti avanzano "atti di clemenza". Sono stati arrestati in nottata 11 dei 34 evasi ieri dal carcere di Foggia, durante la protesta scatenata da oltre 250 detenuti. Carabinieri, agenti di polizia e militari della Guardia di finanza stanno eseguendo controlli anche nelle regioni limitrofe e, in particolare, in Molise dove alcuni dei 23 ricercati potrebbero aver trovato rifugio.  Intanto anche questa mattina l'ingresso del carcere di Foggia è presidiato da un imponente cordone di uomini delle forse di Polizia. 

Notte di tensione al carcere Ucciardone di Palermo
E' andata avanti tutta la notte la protesta dei detenuti del carcere Ucciardone di Palermo. I detenuti del penitenziario borbonico hanno dato fuoco a cuscini, lenzuola, e battuto per ore oggetti contro le sbarre e le finestre sollevando fortissimi rumori che si sono sentiti in tutta la zona del porto. Nella tarda serata di ieri è scattata una protesta nel carcere di Siracusa. Dopo quella nel penitenziario di Augusta con 40 detenuti che non volevano rientrare nelle rispettive celle, un nutrito gruppo di carcerati ha inscenato una protesta contro la decisione del Governo.  A Melfi dopo circa 10 ore si è conclusa la rivolta dei detenuti nel carcere che hanno protestato contro le restrizioni decise per il coronavirus. Secondo quanto si è appreso, sono stati liberati i nove ostaggi - quattro agenti della polizia penitenziaria e cinque operatori sanitari - e i detenuti sono rientrati nelle sezioni.  A Roma Rebibbia Nuovo Complesso i detenuti sono arrivati fino all'intercinta e hanno gravemente danneggiato l'intero padiglione G11. A Bologna circa 350 detenuti hanno occupato due sezioni. Disordini si sono verificati e sono ancora in corso a Bari, Palermo Ucciardone, Santa Maria Capua Vetere (con alcuni detenuti che hanno raggiunto il tetto dell'istituto), Velletri, Prato. Matera, Chieti, Ivrea, Alessandria (fiamme in due sezioni), Caltanissetta ed Enna. A Milano San Vittore, La Spezia, Ferrara, Roma Regina Coeli, Termini Imerese e Trani i disordini sono rientrati. La situazione più grave a Modena, sfociata ieri in una vera e propria rivolta dei detenuti, che ha causato 7 morti tra gli ospiti del penitenziario, tre all'interno delle mura del carcere in sommosa e quattro durante i trasferimenti in altre carceri per riportare la situazione alla normalità, e che hanno riguardato 80 detenuti sul totale di 530. 

					

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