Veneto
12 Aprile 2021 Aggiornato alle 20:03
Economia & Lavoro

I dati riferiti al primo trimestre 2020

Porto di Venezia: traffici in calo del 10% per il coronavirus

Crolla il mercato delle crociere (-65%): meno di 6.000 passeggeri in tre mesi
Credits © ANSA/DANIELE CAROTTI Una nave da crociera entra in porto
Una nave da crociera entra in porto
Dati preoccupanti
Il volume di traffici del porto di Venezia nel primo trimestre 2020 segna un -10,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
In calo rispetto al 2019 tutti i principali dati aggregati riferiti al traffico merci di prodotti petroliferi (-1,4%), rinfuse minerarie e alimentari (-32,2%), general cargo (-3,2%), mentre i container (-2,1%) hanno tenuto meglio di altri comparti.
Per quanto riguarda il forte calo della movimentazione del carbone (-300.000 tonnellate), si segnala che questo dipende dalla futura riconversione a gas della centrale Palladio, in osservanza delle indicazioni contenute nella Strategia Energetica Nazionale.

Crollano le crociere: solo 5.653 passeggeri in tre mesi
Le toccate complessivamente segnano un -6,2% rispetto ai primi tre mesi del 2019. Crolla del 65,7% il numero dei crocieristi: soli 5.653 passeggeri nei primi mesi 2020. Cala del 43,4% anche il numero dei passeggeri dei traghetti.
Anche al Porto di Chioggia calano il volume di traffici (-35,8%), del 67,6% i general cargo e del 7,8% i prodotti petroliferi.

Musolino: "In arrivo un ulteriore calo dell'export" 
"Il fenomeno pandemico - spiega Pino Musolino, presidente del Sistema Portuale - finisce per aggravare la situazione. E' il caso dell'agroalimentare, dove le variazioni delle rotte commerciali sono dovute specie ad aumenti repentini di prezzo delle materie prime e ad un aumento delle operazioni speculative".
"A marzo - continua Musolino - a fronte di un -29,9% dell'import c'è un +5,2% dell'export. E' il segnale che le aziende stanno producendo andando ad esaurire le materie prime rimaste, è prevedibile quindi un ulteriore e significativo calo dell'export nei prossimi mesi quando le scorte saranno esaurite. Ora dovrebbero essere sostenute tutte le imprese e le attività, per permettere di essere attivi e reattivi al momento del rebound, che si spera arrivi entro il 2020".
"Ci attendono mesi difficili ma non dobbiamo disperare, anzi occorre lavorare uniti per riguadagnare competitività e recuperare il terreno perduto nel più breve tempo possibile."

					

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