Veneto
17 Aprile 2021 Aggiornato alle 00:08
Economia & Lavoro

Le aziende lamentano difficoltà a riconvertirsi per ostacoli burocratici

Tessile e abbigliamento in Veneto: "Il coronavirus sarà un'ecatombe"

Chiesti aiuti per le imprese che intendono produrre Dpi: "Intervenga la Regione"
Credits © Ansa Un laboratorio tessile
Un laboratorio tessile
Il settore tessile e dell'abbigliamento nel Veneto è una delle categorie più danneggiate dalla prolungata chiusura dovuta alle misure per evitare la diffusione del coronavirus, "con la realistica previsione di un'ecatombe di aziende industriali ed artigiane". L'allarme è stato lanciato da Roberto Bottoli, coordinatore Sistema Moda di Confindustria Veneto.

Difficoltà a convertire le produzioni per ostacoli burocratici
"C'è grandissima apprensione tra i nostri imprenditori che vogliono riaprire le aziende in condizioni di massima sicurezza - sottolinea - senza dipendere da produzioni estere a basso costo spesso frutto di filiere non certificate. Se guardiamo poi alle imprese del comparto tessile-abbigliamento, la frustrazione per non riuscire né a ricominciare a produrre né a riconvertirsi per ostacoli burocratici e amministrativi è molto alta, con l'ulteriore beffa di vedere ferma una rete manifatturiera con pochi rivali al mondo e al contempo dover dipendere dalla Cina anche in questo frangente".

"Aiuti alle imprese venete che producono Dpi"
Per rilanciare la filiera veneta, Bottoli chiede il supporto della Regione alle imprese venete della moda che si riconvertono alla produzione di presidi anticoronavirus, ad esempio "sollevandole dai costi di certificazione" nonché promuovendo l'acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale certificati e prodotti in regione, permettendo di "programmare la produzione per i prossimi mesi a venire, finché l'emergenza non sarà finita".

					

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