Veneto
14 Aprile 2021 Aggiornato alle 19:05
Cronaca

Era ricoverato a Roma da qualche giorno. Aveva 72 anni

È morto Stefano D'Orazio, storico batterista dei Pooh

Di recente, il musicista era stato uno degli autori del brano “Rinascerò, rinascerai”, dedicato a Bergamo dopo il dramma e i tanti decessi della scorsa primavera
Credits © Ansa / Ettore Ferrari Stefano D'Orazio
Stefano D'Orazio
L'annuncio da parte degli amici
A dare la notizia della morte, avvenuta nella sera del 6 novembre, gli amici e colleghi di sempre: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli, in un post sui social poco dopo la mezzanotte.

Una vita con i Pooh
L'artista, batteria, voce e flauto traverso della band, entrò a far parte dei Pooh nel 1971, in seguito all'uscita di Valerio Negrini, rimanendovi fino al 2009, scrivendo anche una parte dei testi delle canzoni del gruppo. Lascia la band dopo un tour di 38 date conclusosi a Milano e dopo un'ultima canzone inedita cantata a quattro voci, 'Ancora una notte insieme', contenuta nella raccolta omonima. Rientra nel gruppo nel 2015, in occasione del cinquantennale della band e scrive gli ultimi suoi tre testi per il gruppo: 'Tante storie fa', 'Le cose che vorrei', 'Ancora una canzone', che sono anche le uniche canzoni di tutta la discografia del gruppo interpretate a cinque voci alternate, anche con Riccardo Fogli.

Artista poliedrico
Non solo i Pohh, nella sua lunga carriera d'artista: dalle prime band giovanili ai progetti solisti, al musical, alla scrittura per per altri cantanti. Aveva incrociato anche Carmelo Bene fornendo la colonna sonora del suo spettacolo "Osram". Una curiosità: aveva fatto anche al comparsa a Cinecittà, comparendo in una decina di film tra cui diversi spaghetti western e una pellicola con Totò. 
 

					

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