Veneto
13 Aprile 2021 Aggiornato alle 09:44
Cronaca

In serata la firma del presidente del Consiglio

Attesa per il nuovo Dpcm. Natale e Capodanno blindati nel proprio comune

Emergenza Coronavirus: blocco degli spostamenti tra Regioni tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Conferenza delle Regioni: "Stupore e rammarico per il metodo del Governo".
Credits © Ansa Daniel Dal Zennaro Spostamenti 'blindati' durante le feste
Spostamenti 'blindati' durante le feste
Natale e Capodanno "blindati" dentro i confini comunali e, dal 21 dicembre al 6 gennaio, blocco degli spostamenti tra le Regioni e divieto di raggiungere le seconde case. Il decreto legge Covid conferma la stretta del governo sulle festività, per fare scudo a una possibile terza ondata. Mentre in Cdm, dopo una animata discussione, si decide di confermare, con il prossimo dpcm lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio, quando dovrebbero tornare in classe tutti gli studenti. Ma è sugli spostamenti  rovente il confronto con le Regioni. 
 
La curva si abbassa e venerdì il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base del monitoraggio settimanale, firmerà le nuove ordinanze che da domenica potrebbero rendere più gialla l'Italia, facendo passare alcune Regioni da zona rossa ad arancione e altre da arancione a gialla. Ma la cautela resta massima. Il governo sceglie, dopo un lungo e teso confronto, di riportare tutti gli alunni delle superiori in classe solo il 7 gennaio.   
 
Il nuovo dpcm sarà in vigore dal 4 dicembre. E' confermato il sistema in tre fasce. Con coprifuoco in tutta Italia alle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla alle 18. Poi nei venti giorni tra Natale e l'Epifania nessun ammorbidimento: anzi, i blocchi cresceranno, le misure si faranno ovunque più rigide.  

Il nuovo decreto, di due soli articoli, serve a dare "copertura" proprio alla stretta natalizia. Permette a Conte di firmare un dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l'Epifania (tra le ipotesi c'è quella del 15 gennaio). Ma soprattutto, consente misure più rigide nelle festività a prescindere dal "colore" delle Regioni. E stabilisce che dal 21 dicembre non ci si potrà spostare tra Regioni e province autonome se non per lavoro, salute e "situazioni di necessità", oltre che per tornare nella propria residenza ,domicilio o abitazione. E' proprio sull'interpretazione di queste eccezioni - in particolare le "situazioni di necessità" - che si dibatte ancora  con le Regioni. E anche su misure di dettaglio come quella di far chiudere i ristoranti degli alberghi la notte del 31 dicembre o sulle deroghe alla quarantena per chi rientri dall'estero, su cui si è dibattuto a lungo in Cdm. Così come si è parlato della possibilità di impugnare la legge della Valle D'Aosta che è in contrasto con il dpcm sulle norme anticontagio. 
 
Conferenza stampa di Conte a Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, terrà una conferenza stampa alle 20.15 a Palazzo Chigi, nel corso della quale illustrerà il nuovo Dpcm. Lo rende noto la presidenza del Consiglio. "Conte presenterà il nuovo Dpcm dopo l'incontro con le regioni e dopo avere sentito il Comitato tecnico scientifico". Ha detto Andrea Orlando a "Oggi è un altro giorno", su Rai1, a proposito della conferenza stampa del presidente del Consiglio.
 
Conferenza Regioni: "Stupore e rammarico per metodo governo"
Riunione tra il premier Conte e le regioni sul nuovo Dpcm. Il presidente del Consglio, Giuseppe Conte, è intervenuto in collegamento alla conferenza Stato-Regioni per illustrare le misure contenute nel nuovo dpcm. Il premier è intervenuto per le conclusioni, dopo i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza.

Nel corso della riunione il premier Conte ha avanzato la proposta di stabilire un protocollo nazionale che sia da guida per la riapertura delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio. Il 7 gennaio gli studenti delle scuole superiori torneranno in aula in una percentuale del 75% e non più del 50% come previsto dalla bozza del Dpcm.

Riparte anche lo sci. Non a Natale e nemmeno a Capodanno, ma quasi sicuramente dal giorno successivo alla Befana. Così ha stabilito il nuovo Dpcm, anche se è prevista una deroga per gli atleti agonisti di interesse nazionale che consentirebbe l'apertura anticipata degli impianti, deroga sulla quale le Regioni hanno chiesto chiarimenti in merito "all'alto livello" a cui si riferisce il testo. 

Prima dell'incontro, il commento della Conferenza delle Regioni è stato caustico: "Stupore e rammarico" per il metodo con cui il governo ha approvato il decreto che fissa le regole per gli spostamenti a Natale. La Conferenza delle Regioni ha sottolineato che le "forti limitazioni" imposte a "spostamenti e relazioni sociali" dal 21 dicembre al 6 gennaio "rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del Dpcm".

Boccia: "Stupore incomprensibile"
E' "incomprensibile" lo stupore delle Regioni per le norme inserite nel decreto legge e nel Dpcm. E' quanto avrebbe detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, nel corso della Stato-Regioni. "Le norme inserite nel decreto legge le conoscevate bene e sono state discusse in due riunioni nell'ultima settimana durate complessivamente 7 ore" ha aggiunto il ministro ricordando i due punti centrali delle misure: coprifuoco alle 22 e limitazione alla mobilità tra le regioni. "Fin dalla prima riunione - ha concluso - abbiamo detto con chiarezza che questi due punti erano per noi inamovibili".

Zingaretti: "Oggi 1.000 morti, servono regole rigorose"
"In 24 ore quasi mille persone sono morte a causa del Covid. Negli ultimi 15 giorni oltre 10.000. Rifletta chi non capisce quanto è importante tenere alta l'attenzione con regole rigorose per sconfiggere la pandemia. Combattiamo insieme e uniti. Il nemico è il virus, non le regole". Lo ha scritto su twitter Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio e segretario del Pd.

Cresce il fronte anti stretta di Natale
Cresce il fronte contro le nuove norme anti Covid in vista del Natale. A protestare non solo le Regioni, ma anche 25 senatori del Pd ai quali si sono aggiunti una trentina di deputati dem che hanno inviato una missiva al presidente del Gruppo, Graziano Delrio, per chiedere la possibilità che gli stretti familiari possano spostarsi anche tra comuni diversi per ricongiungersi durante le festività natalizie. 

Tra i contrari alle ulteriori restrizioni natalizie anche Italia viva con la ministra Teresa Bellanova: "Dobbiamo fare misure comprensibili altrimenti le persone sono indotte a non rispettare le misure. Queste misure mi sembrano incomprensibili. Chi vive a Roma può andare da un capo all’altro della città per trovare i parenti per esempio facendo 30 chilometri, mentre in provincia non è possibile magari tra comuni distanti solo 10 chilometri". 

A far sentire la voce sono anche le Regioni, che lamentano il mancato coinvolgimento da parte dell'esecutivo: "Ci avvisano di tutto all'ultimo", accusa il governatore lombardo Attilio Fontana. I presidenti Di Veneto e Liguria, Luca Zaia e Giovanni Toti, parlano senza mezzi termini di "atteggiamento scorretto" del governo. la Conferenza delle Regioni osserva che nel decreto legge approvato ieri dal governo "non si fa  riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni o chiusure, più volte richieste dalle Regioni e dalla Province autonome".

Il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, assicura: sugli spostamenti fra i comuni "c'è una interlocuzione con le Regioni e alcuni particolari saranno chiariti: tendenzialmente gli spostamenti devono essere legati a uno stato di necessita'". Il numero due del Nazareno spiega che "per evitare le tavolate, non potendo controllare quante persone siedono a tavola, l'unico modo è quello di evitare gli spostamenti di massa. Si cercherà di andare incontro alle persone sole e alla situazione dei piccoli comuni".

Anche Leu difende le misure contenute nel decreto: "Si prosegue sulla giusta strada della massima precauzione", afferma il capogruppo di Liberi e uguali alla Camera, Federico Fornaro.

La Valle d'Aosta ha emesso lunedì scorso l'ordinanza di apertura dei negozi in deroga alla zona rossa, "nell'ambito di prerogative costituzionali". Lo ha detto il presidente della Regione autonoma, Erik Lavevaz, intervenendo in Consiglio regionale sulla polemica con il Governo. "Abbiamo voluto fare questa ordinanza perché ci è sembrato evidente che con questi passaggi fatti nelle ultime settimane si siano create disuguaglianze importanti tra cittadini italiani". Il ministro degli affari regionali Francesco Boccia ieri ha invitato Lavevaz a revocare l'ordinanza. 

Tavolo di maggioranza sulle Riforme
Nel frattempo il tavolo sulle riforme si è concluso. Dalla riunione, a quanto si apprende, è emersa la necessità di approfondire alcune questioni con i leader della maggioranza e con il presidente del Consiglio, che il ministro Federico D'Incà si è riservato di informare tempestivamente. )Fonte Rainews.it)

					

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